“Coronavirus, serve un’immediata moratoria su rate mutui, rate leasing immobiliari e strumentali”
Confimprese
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ROMA - La proposta di Confimprese Italia a sostegno delle piccole e medie imprese.

ROMA – Mentre le grandi aziende in queste ore rendono noto di poter continuare ad andare avanti assicurando la continuità operativa, diventa sempre più drammatica la situazione delle micro, delle piccole e delle medie imprese.

Nelle grandi città così come nei piccoli centri le nostre associazioni territoriali registrano un clima di tracollo finanziario.

La decisione del governo di estendere a tutto il territorio nazionale le misure applicate inizialmente per Lombardia, Veneto, Marche ed in alcuni Comuni e Province, è certamente condivisibile; quello che ci preoccupa sono i ritardi nel varo dei provvedimenti economici, i soli che possono restituire serenità all’intero Sistema Italia.

L’esecutivo deve fare tutto quanto in suo potere per drenare risorse ed assicurare sostegni certi e nell’immediato, non solo alle Mpmi, ma alla sterminata platea delle partite iva che sono senza alcun ammortizzatore sociale e stanno vivendo un momento particolarmente angoscioso.

Molte di queste aziende vivono proprio nei comparti economici più colpiti da Covid-19 ovvero quello del turismo nelle sue varie sfaccettature (ristorazione, alberghiero, congressuale, sportivo, grandi eventi). Tutte queste aziende ed i loro migliaia di dipendenti vanno messi in sicurezza e non possono restare esclusi da qualsivoglia provvedimento governativo.

La nostra Confederazione si batterà per tutelare fino in fondo i diritti di questi realtà imprenditoriali e lavorative.

Abbiamo più volte affermato che servono più risorse. Secondo i calcoli fatti dal nostro centro studi, per sostenere il nostro sistema economico e produttivo, c’è la necessità di stanziare nel breve e nel medio periodo almeno 50 miliardi di euro.

Questo può essere fatto solo con una ampia intesa con l’Ue e la Bce, che garantisca, oltre che la necessaria flessibilità economica nei bilanci, anche risorse economiche da investire nel sistema Italia e nei paesi che potrebbero finire nella nostra stessa situazione. L’Italia, lo ricordiamo, è un contributore netto dell’Unione. Ogni anno il nostro Paese contribuisce per miliardi al bilancio dell’Ue ed allora riteniamo che sia imperativo che il governo alzi la voce più di quanto lo abbia fatto fino ad oggi.
  
Confimprese Italia ritiene vitale attivare immediatamente una serie d’iniziative mirate per tutelare le imprese economiche del nostro paese fra le quali evidenzia:

– un’immediata moratoria (che vada oltre l’accordo con Abi) su rate mutui, rate leasing immobiliari e strumentali, rateizzazioni in essere a qualunque titolo con banche e società finanziarie, questo sia per le quote capitale che per quelle interessi. Individuare la fine della moratoria con la fine dell’emergenza e solo dopo un apposito decreto della presidenza del consiglio e del ministero della Salute

– moratoria, anche per i canoni di locazione degli immobili e dei terreni strumentali e stop ai distacchi delle utenze per le utenze con fatturazioni scadute negli ultimi due mesi.  Ipotizzabile anche un voucher per gli affitti commerciali delle piccole attività

– sospensione immediata di tutte le azioni di recupero forzoso e coattivo a qualsiasi titolo sia statale che locale, per le Mpmi e le Partite Iva

– creazione di un fondo “Salva aziende” al quale le stesse possono attingere per finanziare la propria attività attraverso specifici accordi tra le parti sociali e le amministrazione centrali e periferiche dello stato

– ammortizzatori sociali in deroga, e comunque sostegni diretti ai lavoratori non tutelati e alle partite Iva. Pensiamo a tutto il sistema del turismo e dell’accoglienza, della ristorazione, delle scuole private

– un differimento sia per le rateizzazioni in corso che per le cartelle pregresse e/o per imposte dirette 2019-2020. In questo caso un ruolo fondamentale lo rivestono l’Inps e l’Inail emanando direttive operative precise ed attuabili dai professionisti che assistono le imprese

– sospensione delle scadenze dei bandi sia regionali che nazionali, posticipandoli di almeno sei mesi

– sospensione per almeno sei mesi l’efficacia del Durc, viste le perdite di fatturato e conseguentemente a questo il mancato pagamento degli impegni con erario ed enti di previdenza.

 

 

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