Coronavirus, comunicazioni alla questura per mail e solo in caso di necessità
Foto questura di Viterbo
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VITERBO – La polizia invita i viterbesi a comunicare tramite posta elettronica con gli uffici. Anche la denuncia di detenzione di armi per via telematica.

VITERBO – Questa la nota della questura per gestire la parte burocratica-amministrativa durante l’emergenza coronavirus:

Considerate le recenti prescrizioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica introdotte dai provvedimenti del governo a seguito dell’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del coronavirus (Covid-19), in ottemperanza alla misura disposta a livello nazionale ed al fine di limitare ogni spostamento che non sia dettato da motivi di necessità ed urgenza, si invita l’utenza ad evitare di accedere agli uffici della polizia amministrativa siti presso la questura di Viterbo, in via Mariano Romiti, 16 e a comunicare con detti uffici, nei soli casi di necessità ed urgenza, a mezzo posta elettronica, all’indirizzo ammin.quest.vt@pecps.poliziadistato.it, specificando l’esigenza e lasciando un numero telefonico al quale poter essere contattati.

In questo spirito, i residenti nel comune di Viterbo, fermo restando l’obbligo di presentare la denuncia di detenzione armi, oltre all’accesso diretto presso gli sportelli, sono invitati ad utilizzare preferibilmente la via telematica, inoltrando all’indirizzo ammin.quest.vt@pecps.poliziadistato.it l’apposito modello, reperibile all’indirizzo internet https://www.poliziadistato.it/statics/49/armi_comuni-denuncia_detenzione.pdf debitamente compilato, nonché copia fronte/retro di un documento di riconoscimento in corso di validità”.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

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