Caso Manca. Abbattere il labirinto del silenzio e dire tutta la verità
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Sono passati quindici anni dalla barbara uccisione del medico viterbese e non si è giunti alla verità su cosa sia realmente accaduto e perché Attilio Manca sia stato assassinato.

L’ Eretico lancia un appello a tutte le realtà istituzionali che si sono occupate e si occupano tutt’ora del “caso Manca”, giovane medico viterbese barbaramente assassinato.

Vogliamo farlo riprendendo le parole della mamma di Attilio, Angelina: “A chi mi ha confidato di conoscere dettagli importanti sulla morte di Attilio e poi non li ha riferiti ai magistrati chiedo solo di ripensarci. Glielo domando come una madre consapevole di non avere più tanto tempo. Ma se anche noi non ci saremo non importa. Non è mai troppo tardi per far emergere la verità. Quello che conta è restituire giustizia ad Attilio”.

Per questo è importante abbattere il labirinto del silenzio. Chi deve parlare parli, e dica tutta la verità. Chi ha il potere di agire, agisca. Perché un paese che non si preoccupa di restituire dignità alla memoria di un giusto non è un paese di cui andare fieri.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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