Capitale del volontariato, malumori viterbesi per la candidatura di Roma
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"Per la piccola Viterbo è una sfida difficile, ma ce la stiamo mettendo tutta", è questo il mantra di Marco Ciorba quando si parla della candidatura della città dei papi a capitale europea del volontariato.

Capitale Europea del Volontariato, la città dei papi è in pista ma c’è malumore per la candidatura all’ultimo di Roma.

I viterbesi ci hanno messo passione, organizzazione, entusiasmo e coraggio. Così hanno confezionato il dossier, su cui hanno lavorato per mesi.

Circa cento le associazioni del terzo settore che hanno collaborato gomito a gomito all’interno della consulta, presieduta da Marco Ciorba. Ogni anno ambiscono al titolo circa 2mila comuni di tutto il territorio dell’Unione Europea.

Negli ultimi due anni hanno vinto realtà come Lisbona e Barcellona. E’ chiaro che quella di Viterbo è, per dirla con le parole del neo delegato comunale al volontariato Paolo Moricoli, “la sfida di Davide contro Golia”. E lo stesso ha continuato: “A volte vince Davide ma spesso Golia”.

E il titano da superare Viterbo ce l’ha a un tiro di fucile. E’ la città eterna, quella Roma capitale che in data 17 settembre, a un pugno di giorni dalla scadenza dei tempi per la presentazione della candidatura ha chiesto alle associazioni del territorio di inviare le schede descrittive da allegare alla domanda.

La questione è venuta fuori durante la conferenza stampa di lunedì, proprio per bocca di Moricoli. Ciorba ha invece raccontato di avere avuto uno scambio telefonico con l’assessore romano che ha seguito la candidatura della capitale, con cui ha ragionato di possibili collaborazioni in vista del Giubileo.

La candidatura romana comunque ha infastidito i viterbesi, anche alla luce della speranza, sbocciata nei giorni scorsi, che Viterbo potesse essere la candidata di rappresentanza dell’Italia. Poi nella partita si è infilata anche Cagliari, facendo sfumare il tutto e l’ultima novità è stata la decisione di scendere in campo di Roma.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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