Vita Autonoma: i 25 disabili sono ancora senza assegno

Vita Autonoma: i 25 disabili sono ancora senza assegno

Un mese dopo l’approvazione del collegato al bilancio regionale, non è cambiato nulla e i 25 disabili di Vita Autonoma sono ancora sul lastrico e dopo la morte di uno di loro, un altro ora è ricoverato in ospedale.

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Un mese dopo l’approvazione del collegato al bilancio regionale, non è cambiato nulla e i 25 disabili di Vita Autonoma sono ancora sul lastrico e dopo la morte di uno di loro, un altro ora è ricoverato in ospedale. Che la risposta trovata grazie all’intesa tra maggioranza e opposizione promossa dal consigliere di Cuori Italiani Daniele Sabatini non potesse dare risposte in maniera istantanea, conoscendo le lungaggini della Regione, era già evidente e dunque non stupisce che ancora non si sia trovato il modo per applicare la nuova disposizione che consentirebbe ai 25 disabili di accedere al fondo pensato per le persone uscite dai programmi di deistituzionalizzazione.

Dal maggio scorso i disabili non ricevono più l’assegno terapeutico che per 30 anni hanno ricevuto e sul quale hanno basato la loro vita. Un assegno fondamentale per molti per pagare affitto, cibo e terapie. E proprio per la mancanza di questi fondi, un altro disabile, dopo la morte di Fiore Racco ad agosto e il ricovero di una delle associate di Vita Autonoma a giugno, ora si trova in ospedale perché deperito. La situazione si sarebbe aggravata anche a seguito di una polmonite

L’assegno di settecento euro al mese di sussidio per i 25 disabili al 100% è scomparso nel nulla da ormai quattro mesi, una eternità. Per la vicenda alcuni disabili si sono recati presso la direzione generale della Asl di Viterbo nelle scorse settimane per cercare di riaprire la pratica chiusa in accordo con la Regione. L’approvazione dell’istituzione di un fondo è ormai cosa fatta, quel che mancherebbe ora l’attuazione e tutto il processo burocratico allegato allo stesso.

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