Viva Viterbo e minoranza PD in una difficile trattativa per il candidato unico

Viva Viterbo e minoranza PD in una difficile trattativa per il candidato unico

Mancano due giorni pieni per arrivare a concludere questo accordo, ma la trattativa è difficile e nonostante le buone intenzioni una alleanza che nasce sulle debolezze altrui, sicuramente non parte col piede giusto.

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È più di una indiscrezione. Il retroscena raccontato ieri da La Fune è una notizia vera e verificata: Filippo Rossi e Francesco Serra, o meglio Viva Viterbo e minoranza Pd, stanno dialogando per tentare di giungere ad una candidatura unitaria in vista delle prossime elezioni comunali. Ma ci sarebbe un grande problema: il candidato sindaco. Da un lato la minoranza Pd ed Enrico Panunzi, quello che sembra essere il grande regista dell’operazione, vorrebbero Francesco Serra sindaco. Dall’altro Viva Viterbo non intende rinunciare alla candidatura di Filippo Rossi, che sta lavorando al programma già da alcuni mesi e ha iniziato la campagna elettorale da un mese.

Il problema però non sarebbe solamente sul nome. Viva Viterbo non ha intenzione di mettersi in mezzo alle beghe di partito del Partito Democratico, mentre la minoranza del Pd non intende concedere a Rossi più di quel che pensa che possa valere. Nonostante ciò molti componenti del Pd serra-panunziano sarebbe ben propensi all’operazione. Serra incluso.

A rendere il quadro più fluido potrebbe intervenire la candidatura unitaria del centrodestra, arrivata ieri nel pomeriggio, che sembra restringere il campo e ridurre le possibilità dell’uno e dell’altro di arrivare al ballottaggio. In questo però la visione è bipolare. Entrambi pensano che il potenziale alleato sia politicamente morto senza il proprio contributo. Difficile dunque arrivare ad una sintesi con queste premesse non sicuramente facile.

Ambigua, ma nemmeno troppo, la nota inviata alla stampa da Filippo Rossi nella tarda serata di ieri nella quale parla di “alleanza del fare […] aperta al dialogo [ma] per fare questo nessuno può pensare di essere un salvatore della patria”. Una nota da leggere tra le righe e la lettura che facciamo è questa. Rossi rivendica il proprio ruolo, le proprie idee e il proprio programma, che può anche cambiare purché si parli di Viterbo, ma nessuno dall’oggi al domani può arrivare e far cambiare il candidato sindaco.

A complicare il quadro per Filippo Rossi c’è però la necessità di non incrinare i rapporti con la Regione Lazio, con Nicola Zingaretti e quindi con Enrico Panunzi. L’esistenza politica di Rossi è legata anche all’esito di queste elezioni comunali, quella del consigliere regionale no. E questo è un altro elemento da tenere in considerazione.

Mancano due giorni pieni per arrivare a concludere questo accordo, ma la trattativa è difficile e nonostante le buone intenzioni una alleanza che nascesse sulle debolezze altrui, sicuramente non partirebbe col piede giusto.

Decarta racconta la Tuscia