Santa Barbara, Talotta: “Un quartiere semplicemente iellato?”

Santa Barbara, Talotta: “Un quartiere semplicemente iellato?”

Le vicende che riguardano il popoloso quartiere di Santa Barbara non sono mai così brillanti. Nelle ultime ore la notizia della palestra che resta chiusa per colpa dei bagni.

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Le vicende che riguardano il popoloso quartiere di Santa Barbara non sono mai così brillanti. Nelle ultime ore la notizia della palestra che resta chiusa per colpa dei bagni.

Dal direttivo comunale di Fondazione scrive Roberto Talotta, che apre una riflessione sulla mancanza di idee e di attenzione su questa importante zona del capoluogo.

“Proviamo a togliere le responsabilità della politica sulle tante situazioni negative in cui versa da sempre il popoloso quartiere di Santa Barbara, a iniziare da una viabilità al limite della “demenza urbanistica”, per continuare, poi, sul promesso e mai realizzato “ambulatorio infermieristico” o sulla costruzione della scuola che sembra non finire mai, o sulla palestra ancora da inaugurare perché non ci sono i gabinetti – scrive Talotta -.

Se scartiamo a priori le responsabilità dei politici che dovrebbero portare avanti nel migliore dei modi le iniziative utili alla collettività, allora dobbiamo pensare che il quartiere di Santa Barbara, nonostante le benedizioni del parroco don Claudio, soffre indubbiamente di una inspiegabile sfortuna o, ancora peggio, di un malocchio che lo rende da sempre una incurabile periferia della città di Viterbo.

La riflessione su tale inconsueto fenomeno potrebbe finire qui ma, a pensarci bene, dato che le anomalie di Santa Barbara si evidenziano in un contesto cittadino assolutamente non esaltante, perché la nostra città, di aspetti alquanto critici, ne annovera veramente tanti, allora non si può scaricare tutto sulla malasorte o su un destino avverso.

Laddove il Paese Italia mette in bella mostra le cose di cui ci si può vantare, non è difficile individuare le intelligenze che hanno consentito sviluppo e arricchimento del territorio e, allora, quando si verifica il contrario, sarebbe più onesto pensare a una deficienza di idee, di progetti e di risorse che, alla fine, hanno un padre e una madre, basta solo attuare una ricerca scrupolosa per venire a capo degli anomali e, per certi versi, grotteschi casi come la scuola e la palestra di santa Barbara che dovevano dare lustro all’intero quartiere ma che, invece, brillano semplicemente per le loro ingiustificate imperfezioni.

Chissà se dalle parti del consiglio comunale qualcuno potrà darci qualche valido ragguaglio su quando il più popoloso quartiere di Viterbo potrà vantarsi del compimento di opere così importanti per la collettività e dare una dimensione più urbana e confacente ai giovani e meno giovani che qui risiedono?