Questione migranti, il consiglio comunale si divide

Questione migranti, il consiglio comunale si divide

Questione migranti, la maggioranza e la minoranza vanno separate. Nessuna sintesi su un documento comune, auspicata all'inizio di una lunga seduta di consiglio comunale ma sfumata sul finale.

ADimensione Font+- Stampa

Questione migranti, la maggioranza e la minoranza vanno separate. Nessuna sintesi su un documento comune, auspicata all’inizio di una lunga seduta di consiglio comunale ma sfumata sul finale.

Alla fine della fiera il mandato ricevuto dal sindaco Leonardo Michelini è tracciato sull’ordine del giorno presentato dalla maggioranza e sottoposto ad alcuni emendamenti.

Il primo cittadino è chiamato a: impegnarsi affinché il numero di rifugiati e richiedenti asilo sia riportato al 2,5% ogni mille abitanti, come da norme vigenti; 2) impegnarsi ad agire per dichiarare non conforme alle norme urbanistiche il campo situato negli spazi dell’Ex Fiera e nel rispetto della reciproca autonomia di Comune e Prefettura a procedere secondo i pareri del dirigente comunale competente all’eventuale chiusura e smantellamento del sito; 3) a ottenere dalle autorità prefettizie il considerare i territori degli ex comuni come territori a sé stanti ai fini del calcolo dei 2,5 migranti per evitare concentrazioni troppo numerose di immigrati e richiedenti asilo in proporzione al numero di abitanti. Concentrazioni che creerebbero difficoltà anche all’integrazione; 4) aderire al progetto SPRAR fino al raggiungimento della quota di posti accoglienza assegnati al Comune di Viterbo dal Piano operativo, quindi convertire i Cas sul territorio in Sprar; 5) sollecitare la Prefettura affinché nei progetti di accoglienza proposti si effettui monitoraggio e controllo circa i servizi che i gestori devono obbligatoriamente erogare ai migranti, in modo tale da poter escludere quei soggetti inadempienti.

Un pomeriggio bello intenso quello andato in onda dalla sala d’Ercole. Presente un nutrito gruppo di cittadini, una cinquantina. A dimostrazione che l’argomento è particolarmente sentito. Si parte dalla recente manifestazione di San Martino. Da una parte le minoranze della galassia del centrodestra, presenti e protagoniste all’iniziativa, dall’altra la maggioranza. Nel mezzo i Cinque Stelle, caratterizzati da un’altra posizione.

Gli affondi delle minoranze sono tutti su Michelini. Per lui l’accusa di essere in qualche modo “inconsistente” su una tematica inevitabilmente così sentita e delicata. Frontini: “Non ha mosso un dito, il sindaco non ha fatto niente sul campo all’Ex Fiera”. Si batte su un tasto complicato: il fatto che il 19 marzo il campo in questione diventa nella sostanza abusivo. Si cerca di capire dal sindaco che intenzioni ha in proposito, se intende intervenire chiudendolo e autorizzando lo smantellamento.

Sul tema mandano frecce in diversi. Da Santucci: “Se lei non è colluso con il prefetto quel campo può chiuderlo. Il prefetto sta sotto la legge come tutti”; a Buzzi: “Proponiamo la chiusura dell’Ex Fiera per non legittimare un abuso”; passando per Marini: “Sul campo all’Ex Fiera si sta arrivando alla cojonella. Ci sono tante anomalie in quell’intervento”.

I consiglieri chiedono chiarezza sui numeri. Michelini dà il dato comunicato dalla Prefettura: a oggi abbiamo a Viterbo 210 migranti, abbiamo sforato la quota fissata dal ministero dei 2,5 ogni mille abitanti.

A più riprese gli viene contestato di non avere polso, di non farsi rispettare dalla Prefettura, di non aver affrontato la questione cercando di fare chiarezza. Anche Minchella sbotta al momento dell’enunciato sui numeri. “Questo è l’inizio della fine, viene meno il rapporto di fiducia. Caro sindaco”, le parole della consigliera Pd. Le facce si fanno perplesse. La domanda di parecchi è: si sta aprendo una crepa nuova in maggioranza? Ai posteri l’ardua sentenza.

Insogna del Gal porta in aula la ‘Carta per la buona accoglienza delle persone migranti’. Ne distribuisce qualche copia e chiede al sindaco di leggerla e portarne una al prefetto. Poi continua: “Occorre coinvolgere il terzo settore e il volontariato virtuoso nella gestione dell’accoglienza. Non le grandi cooperative”. Il tema viene battuto anche da Santucci: “Che arrivino cooperative e società da Roma, Firenze, etc non lascia certo pensare che vengano qua per gestire centri da cinque migranti. Questa logica porta a centri accoglienza con numeri importanti”.

Marini calca il concetto: “Si spendono all’anno in Italia 4 miliardi per l’accoglienza, 22mila euro per migrante presente. E’ un business enorme e c’è chi si sta muovendo in giro per l’Italia per rastrellare nei territori questa cifra”. Poi enfatizza: “Da domani, senza minacciare nessuno, iniziamo a controllare bene tutto. Faremo i controlli necessari”. A questo punto racconta un fatto: “Stavo passando per via Rossini e ho visto uno strano movimento di sgombero di un locale. Ho mandato persone a informarsi ed è venuto fuori che stanno organizzando uno spazio per l’insegnamento dell’italiano ai migranti. Mentre le buste in Prefettura sono ancora chiuse gli imprenditori si stanno già muovendo, singolare”.

Si torna a più riprese anche sulla manifestazione di San Martino. Buzzi: “Respingiamo la lettura di chi ritiene che su questa vicenda stiamo facendo campagna elettorale. La realtà è che la questione è seria e la politica deve occuparsene”. Tra i banchi della maggioranza c’è chi sorride.

Michelini promette il suo impegno nel rispetto dei ruoli. Sostiene di non credere nella dinamica del battere i pugni sui tavoli della Prefettura. Rassicura che all’Ex Fiera il Comune farà quanto necessario.

Il consiglio viene sospeso per tentare di produrre un ordine del giorno unico. Fumata nera. Presentati tre documenti. Bocciato quello dei Cinque Stelle da tutti gli altri. Bocciato quelle delle minoranze. Approvato con voto contrario di Cinque Stelle, Fratelli d’Italia e Viterbo2020 quello della maggioranza. Non lo vota Arduino Troili. Escono i consiglieri di Forza Italia e Fondazione. Anche tra la minoranza c’è maretta.

Banner
Banner
Banner