Primo maggio, Mongiardo: “Il lavoro come giusto equilibrio tra stato e cittadini”

Primo maggio, Mongiardo: “Il lavoro come giusto equilibrio tra stato e cittadini”

"Il profitto ottenuto dallo sfruttamento del lavoro, è l’obesità morale del nostro secolo. Uguagliaza, dignità per il lavoro, futuro", così il consigliere del Pd in un intervento sulla giornata del primo maggio.

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Primo maggio, festa del lavoro. “Una volta, le membra dell’uomo, constatando che lo stomaco se ne stava ozioso [ad attendere cibo], ruppero con lui gli accordi e cospirarono tra loro, decidendo che le mani non portassero cibo alla bocca, né che, portatolo, la bocca lo accettasse, né che i denti lo confezionassero a dovere. Ma mentre intendevano domare lo stomaco, a indebolirsi furono anche loro stesse, e il corpo intero giunse a deperimento estremo. Di qui apparve che l’ufficio dello stomaco non è quello di un pigro, ma che, una volta accolti, distribuisce i cibi per tutte le membra. E quindi tornarono in amicizia con lui. Così senato e popolo, come fossero un unico corpo, con la discordia periscono, con la concordia rimangono in salute”. Il consigliere comunale del Pd Melissa Mongiardo cita Tito Livio.

“Homo faber, l’uomo come artefice, capace di creare, costruire – continua il consigliere -. L’uomo non può prescindere dal lavoro ed è questo a distinguerlo dagli altri esseri viventi. Il lavoro rappresenta un valore di nobiltà dell’uomo che produce ricchezza condivisa e
rende efficace l’energia dell’essere. Come in fisica, dove per energia si intende la capacità di produrre lavoro, l’uomo è un giacimento di energia fisica ed intellettuale ed il lavoro è l’orientamento di questa energia verso il bene.

Se però lo Stato (cioè lo stomaco di cui sopra) non distribuisce bene le risorse e non garantisce il reale ed effettivo diritto al lavoro, che appare sempre più un privilegio cui ambire, si concretizza e si alimenta la disuguaglianza sociale prodotta dalla svalutazione del lavoro che produce magrezza per molti e profitto ed obesità per pochi. Il profitto ottenuto dallo sfruttamento del lavoro, è l’obesità morale del nostro secolo. Uguagliaza, dignità per il lavoro, futuro.