Il risveglio della Teverina, Celleno riscopre il suo tesoro medioevale

Il risveglio della Teverina, Celleno riscopre il suo tesoro medioevale

Gli studi - avviati nel 2015 in accordo tra l'Amministrazione comunale di Celleno, la Soprintendenza Archeologia e l'Università degli Studi della Tuscia - proseguono a ritmo serrato. L'obiettivo è quello di musealizzare i reperti non prima di aver approfondito gli studi sul campo, restaurato il materiale e progettato lo spazio espositivo

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Straordinario l’interesse di studiosi e cittadini per il convegno sull’archeologia medievale tenutosi nei giorni scorsi al Palazzo della Cultura di Celleno, in cui è stata focalizzata l’attenzione sulle importanti tracce della storia e dei fasti di questo piccolo borgo della Teverina riportando alla luce significative testimonianze delle antiche popolazioni che hanno vissuto in questa terra.

L’incontro è stato promosso dal Comune di Celleno e dall’Associazione culturale Benvenuto Cellini e sapientemente organizzato dalla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale e dall’Università degli Studi della Tuscia, Dipartimento di Studi linguistico-letterari, storico-filosofici, giuridici (DISTU).

Al convegno – moderato da Massimo Fordini Sonni, presidente della Benvenuto Cellini -, sono intervenuti: il sindaco di Celleno Marco Bianchi, la docente dell’Università degli Studi della Tuscia Elisabetta De Minicis e la rappresentante del Ministero dei Beni Culturali Maria Letizia Arancio, vera regista delle operazioni di recupero e valorizzazione del materiale ceramico rinvenuto in passato a Celleno. Inoltre Giuseppe Romagnoli, coordinatore delle diverse attività svolte dal DISTU a Celleno, e Lavinia Piermartini hanno presentato gli straordinari reperti di maiolica arcaica sequestrati nel 1975 ad alcuni tombaroli, corpus unico del Centro Italia per quantità e qualità dei materiali.

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L’incontro ha avuto più in generale l’obiettivo di approfondire la conoscenza della storia di Celleno e la valorizzazione del patrimonio culturale della città e del territorio attraverso lo studio del tessuto urbano con l’utilizzo di droni, con rilievi da terra e con l’utilizzo di tecnologie come il georadar. In tal senso eccezionale il lavoro svolto da Filippo Bozzo e Giancarlo Pastura che stanno completando il rilievo 3D dell’antico abitato di Celleno e da Saveli Kisliuk e da Roberto Montagnetti che hanno presentato una prima ipotesi di ricostruzione storico-topografica dell’insediamento medievale prima dei crolli e dell’abbandono.

In quest’ambito le società Hubstract e Diretta Web hanno proposto delle soluzioni di allestimento integrato e interattivo dei reperti presentando l’eccezionale vaso proveniente dal castello di Graffignano e appartenente al corredo di Francesca Baglioni.

Gli studi – avviati nel 2015 in accordo tra l’Amministrazione comunale di Celleno, la Soprintendenza Archeologia e l’Università degli Studi della Tuscia – proseguono a ritmo serrato. L’obiettivo è quello di musealizzare i reperti non prima di aver approfondito gli studi sul campo, restaurato il materiale e progettato lo spazio espositivo. Da qui anche l’appello del sindaco Marco Bianchi alla ricerca delle giuste risorse finanziarie da affiancare alle professionalità da tempo impegnate.

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