Il pagellone alla maggioranza: dal 2 a Rossi all’infinito di Daniela Bizzarri

Il pagellone alla maggioranza: dal 2 a Rossi all’infinito di Daniela Bizzarri

Anche se la maggioranza non c'è più, ecco il pagellone con i voti a quelli che ne hanno fatto parte fino pochi giorni fa.

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A Natale si è tutti più buoni, si dice, ma oggi è il giorno dell’anno più lontano dal prossimo Natale. Il 26 dicembre quindi possiamo essere cattivi. Senza dolo, però. Dopo aver eletto l’uomo dell’anno 2015 Giuseppe Fioroni (qui) La Fune torna a giudicare l’operato dei politici e delle personalità pubbliche viterbesi. Lo facciamo con il nostro stile, tra il serio ed il faceto, e a rate. Iniziamo oggi con quelle della maggioranza di Consiglio, poi nei prossimi giorni faremo quelle delle giunta e dell’opposizione e infine di tutto quel che rimane fuori dal Consiglio comunale. Fioroniani e non fioroniani, maggioranza e dissidenti della maggioranza. Tutti insieme, almeno qui, nel pagellone, in attesa che succeda qualcosa.

Francesco Serra Pd voto 5,5. Partito in grande spolvero prima della prima crisi dell’anno causata dalle dimissioni di Filippo Rossi da presidente del Consiglio, il capogruppo Pd ha accusato oltre modo gli attacchi subiti da alcuni giornali, scomparendo per mesi dai radar. Ha poi chiuso l’anno sugli scudi  guidando di fattola rivolta interna del gruppo Pd. Ma ci sembra un po’ discontinuo. El Shaarawy.

Martina Minchella voto 5. Partita renziana di ferro attaccando Fioroni e i suoi, ha iniziato e finito l’anno da fioroniana. Per non morire democristiana e per ri-cambiare idea nuovamente ne avrà di tempo, essendo tra le più giovani in Consiglio. Intanto si è laureata e ha iniziato a lavorare. Bene così. Ondivaga.

Melissa Mongiardo voto 7. Voto medio-alto per la consigliera sposettiana, ortodossa. Nella difficoltà di questa maggioranza a parlare di cose concrete, è riuscita comunque a riempire due caselle: quella del registro per le coppie di fatto e da ultimo, sfruttando una defaiance dei fioroniani, quello per il Testamento biologico. Opportunista. Pippo Inzaghi.

Arduino Troili e il partito di Bagnaia voto 10. Se non fosse per quanto ci fa ridere in radio (Sbottonati) il voto sarebbe più basso. Stracchino. (Questo è un messaggio in codice per gli affezionati della trasmissione di Radio Verde)

Augusta Boco voto boh. Chi?

Christian Scorsi voto 5. Nell’involuzione dei giovani anche Scorsi ha avuto un suo ruolo. Come Martina Minchella era partita renziana, lui era partito civatiano, finendo però anche lui fioroniano. Tutte le strade portano a Fioroni.

Marco Volpi voto 5,5. Uno non-allineato piace sempre di più, a noi giornalisti, rispetto a uno allineato. Perché non ha peli sulla lingua e dice quel che vuole. Se non fosse per la crisi di fine anno arrivata dopo un mese dalla fiducia votata al sindaco, il giudizio per il consigliere di Grotte sarebbe stato più alto, almeno di un punto. Lui però non è allineato e si prende qualche spicciolo per alzare il voto. Elemosina.

Massimo Cappetti. Mh?

Daniela Bizzarri voto 11. Se a Troili diamo un 10, a Daniela Bizzarri diamo 11. Anzi 12, tendente all’infinito. Gli affezionati si Sbottonati sanno quanto la idolatriamo. A differenza dei neo-fioroniani, lei lo è sempre stata e ha sempre difeso quelle posizioni, anche quando era più difficile di ora. La speranza però è che la sua fede per Fioroni svanisca (almeno un po’) e che si dedichi h24 a Sbottonati. Idolo.

Tofani Maurizio voto 6. Ha avuto sulla testa una spada di Damocle molto pesante: ha dovuto pagare 80mila euro, non senza difficoltà, per poter continuare a fare il consigliere. Attaccato alla maglia (e alla causa) come Totti. Però proprio come Totti, sta poco in campo. I veterani, si sa, non si sporcano le mani e rimangono in regia. Capitano.

Marco Ciorba voto 7. Uno dei migliori della maggioranza. Un voto alto per lo spirito di servizio e per quel che ha combinato alla guida della Consulta del Volontariato. Sarebbe stato più alto se non fosse stato una bandiera per la trasparenza, per poi non protestare minimamente contro la nomina del padre a Revisore dei Conti (nomina -per ora- saltata). Lotito.

Filippo Rossi voto 2. Filippo fa delle critiche molto accurate e precise, molto dure e anche più ficcanti di quelle della minoranza, però poi quando arriva in Consiglio diventa Rossi e vota tutto ciò che il padreterno gli propone. Bipolare.

Paolo Moricoli voto 3. Era entrato in Consiglio con Sinistra Ecologia e Libertà, oggi è il fondatore del gruppo dei Moderati e Riformisti. Quello di coloro che non escludono un prossimo dialogo con Forza Italia. Un po’ come se Totti chiudesse la carriera alla Lazio. Postideologico.

Livio Treta voto 4. È colui che ci mette la faccia sempre e comunque, colui che difende anche l’indifendibile e che a volte attacca anche andando oltre le righe. Il ruolo non è semplice, lo capiamo. Però potrebbe essere svolto in maniera meno evidente, che poi non ci crede più nessuno. Fedayyìn.

Paolo Simoni voto 5. Arrivato in Consiglio con la nomea di essere un fedelissimo di Leonardo Michelini, non ha tradito le aspettative. Forse per solidarietà con il sindaco, anche lui è sembrato spesso un pesce fuor d’acqua. Nemo.