‘I Facchini incontrano Santa Rosa’, a Soriano

‘I Facchini incontrano Santa Rosa’, a Soriano

I Facchini incontrano Santa Rosa, è il titolo della mostra e del percorso espositivo che reinterpreta le tappe più importanti segnate dagli 11 miracoli più noti della piccola Santa, il tutto visto e interpreto dalla pennellata fluente dell'artista Alessia Clementi.

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I Facchini incontrano Santa Rosa, è il titolo della mostra e del percorso espositivo che reinterpreta le tappe più importanti segnate dagli 11 miracoli più noti della piccola Santa, il tutto visto e interpreto dalla pennellata fluente dell’artista Alessia Clementi.

Dopo l’esposizione a Viterbo presso la ex chiesa degli Almadiani ore è la volta di Soriano nel Cimino. L’artista in questo opere utilizza, come è nel suo stile, la tecnica ad acquerello monocromo sulle sfumature color seppia, però stendendo varietà cromatiche mai viste prima nei suoi quadri.

Realizza infatti 11 grandi formati stendendo una gamma cromatica, sempre contenuta, ma con tratto così intenso e pastoso da far sembrare che le immagini fuoriescano dall’opera. I volti e le espressioni della piccola Rosa, sin da bambina fino alla fine dei suoi ultimi giorni, emanano dolcezza, emozioni e soprattutto umanità, sono infatti un’analisi introspettiva dell’artista stessa. La vita e la quotidiana esperienza di donna e di madre traspare da queste opere.

Rosa rappresenta ognuno di noi e i facchini sono coloro che sono intorno a noi e ci amano, in questo modo il sentimento unico che ci avvicina al culto di Rosa esalta allo stesso tempo la pacatezza dell’arte di Alessia Clementi.

Questa tappa sorianese della mostra, nel suggestivo scenario della ex sala consiliare del palazzo vecchio comunale, segna la data del 1250 quando la ragazza viterbese giunse a Soriano dopo l’esilio proclamato dall’imperatore Federico II di Svezia, che tanto a lungo aveva tollerato la rivalità culturale, la continua crescita della notorietà oltre al numero sempre crescente dei fedeli seguaci di Rosa.

L’imperatore era convinto che la fanciulla non sarebbe giunta sana e salva al paese cimino, anche per i problemi fisici causati dalla mancanza dello sterno e forse è proprio qui il miracolo, il fatto che lei sia sopravvissuta a tanto dolore e a tanta sofferenza.

Con questa mostra l’artista Clementi permette a tutti noi di partecipare ad un grande abbraccio metaforico che lei attraverso la reinterpretazione della beata Rosa pone al prossimo. La mostra, alla quale hanno preso parte, oltre ai visitatori, anche il Sindaco Fabio Menicacci, l’assessore alla cultura Rachele Chiani, il consigliere Maria Rosaria Micci, lo storico dell’arte Francesca Pandimiglio, Gabriele Serapica della Juppiter UpHouse, rimarrà aperta fino a
domenica 15 ottobre 2017.

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