Ex Fiera, nulla si muove: la Prefettura non avrebbe risposto alla nota del Comune

Ex Fiera, nulla si muove: la Prefettura non avrebbe risposto alla nota del Comune

Il Campo all’ex Fiera è ancora lì. Dopo la lettera del Comune alla Prefettura dei giorni scorsi ancora nulla s’è mosso

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Il Campo all’ex Fiera è ancora lì. Dopo la lettera del Comune alla Prefettura dei giorni scorsi ancora nulla s’è mosso. La vicenda riguarda il centro d’accoglienza realizzato dalla Prefettura di Viterbo, nato su un terreno non agibile dal punto di vista urbanistico perché inquadrato come agricolo. Un terreno sul quale sono state realizzate opere di urbanizzazione che lo hanno reso di fatto abusivo. Una situazione sulla quale è intervenuta più volte la minoranza di destra chiedendo il rispetto delle regole e pure alcune realtà associative di centrosinistra che hanno lamentato condizioni poco dignitose d’accoglienza per i migranti.

Dopo la scadenza fissata per il 18 marzo dal dirigente del Comune di Viterbo Emilio Capoccioni, Palazzo dei Priori ha inviato una nota alla Prefettura per comunicare la scadenza dei termini. Un approccio morbido al quale il Comune non ha ancora dato seguito. Intanto la Prefettura sembra ancora non abbia risposto alla nota del Comune, mentre il sindaco Leonardo Michelini continua a rassicurare (lo ha fatto anche durante l’ultimo Consiglio comunale la scorsa settimana) sulla sua volontà di far rimuovere il Campo.

Il campo nasce su una zona agricola nella quale è in vigore una situazione di illegalità. Per gli uffici comunali a metà marzo sono scaduti i 90 giorni di temporaneità dell’opera. A complicare le cose c’è anche l’atteggiamento della Prefettura stessa che non avrebbe mai comunicato agli uffici competenti del Comune di Viterbo la data di fine lavori, data dalla quale si dovrebbero contare i 90 giorni.

La presunzione, fatta dall’architetto Emilio Capoccioni, è che siano terminati circa il 18 dicembre e quindi, da domenica 19 marzo si ritiene che il campo da accoglienza sia abusivo. Il Comune avrebbe potuto emettere una ordinanza per costringere la Prefettura a ripristinare i luoghi e a rimuovere le opere di urbanizzazione fatte, ma avrebbe preferito in questa fase di perseguire la via morbida inviando la nota informativa riservandosi, forse, di intervenire più duramente.

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