Da 10 a 0 i voti al Consiglio comunale, parte prima: il centrosinistra

Da 10 a 0 i voti al Consiglio comunale, parte prima: il centrosinistra

Quest'anno li abbiamo messi tutti, anche perché quelli di maggioranza sono sempre meno ed è più facile raccontarli uno per uno.

ADimensione Font+- Stampa

Le pagelle del centrosinistra. Inizia l’anno, riprendono gli screzi, ma alla fine tutto sembra cambiare, ma per non cambiare. Ecco le nostre pagelle sul lavoro dei consiglieri di maggioranza in questi 12 mesi, ma i voti sono più sui personaggi che sui fatti, che sono davvero pochi quelli realizzati dai consiglieri di maggioranza. Da 10 a 0. Una formula che ci permette di mettere degli 0, che gusto, ma ci costringe anche dei voti altissimi.

 

Voto 10 a Arduino Troili (Pd), ma solo perché ci ha fatto scrivere tutto e il contrario di tutto. Se dovessimo mettere un voto alla sua coerenza, metteremmo forse 0. Ha bruciato la sedia, ha promesso che non sarebbe più tornato, ha detto che Michelini era finito e ha detto delle cose indicibili sull’Islam in seguito all’attentato di Dacca nel quale è morta una donna viterbese. Per noi della stampa, una manna dal cielo. Si fa per dire. A Bagnaia comunque intanto qualcuno lo vorrebbe sindaco.

Voto 9 a Daniela Bizzarri (Pd). Insieme ad Arduino Troili è uno degli ospiti più irriverenti di Sbottonati, la trasmissione radio sorella di questo giornale. Fedelissima di Fior.. ehm, Michelini, è uno di quei soldati che tutti vorrebbero avere al proprio fianco. Matador.

Voto 8 a Marco Volpi (Pd). Insieme a Troili ci ha fatto divertire e scrivere tanto raccontando il mondo degli scontenti del centrosinistra. Ha lavorato a lungo per far dar seguito alla sua decisione di far cadere Michelini giusto un anno fa. Uno dei consiglieri più critici e liberi e questo ci piace. Certo paga anche lui il capogiro dei serrapanunziani, ma premiamo anche il suo attivismo e il suo volontariato nelle zone terremotato.

Voto 7 a Maria Rita De Alexandris (Viva Viterbo) e Livio Treta (Civica dei diritti). Di lei apprezziamo la schiettezza e il non voler mai strafare. Condividiamo un certo fastidio per certe dinamiche politiche che le si legge in faccia ogni tre per due. A Livio Treta, che ha il primato della lista col nome più brutto presente in Consiglio, voto 7 perché tra i civici è il meno democristiano. Anzi non lo è per nulla: dice quello che deve e lo fa con una dose di cattiveria giusta. Anche lui in coerenza ogni tanto pecca, come quando diceva che non voleva più la delega allo sport perché ormai era tardi e poi..

Voto 6 a Melissa Mongiardo (Pd) e Paolo Simoni (Oltre le Mura). Mongiardo se ogni tanto si presentasse in Consiglio prenderebbe anche 7. A lei va riconosciuto che prova sempre ad elevare un po’ il discorso. Quando non ce la fa, cerca di primarepubblicizzarlo, che non fa mai male. Simbolo di una sinistra-Pd che ormai non c’è quasi più. A Paolo Simoni la sufficienza perché ogni tanto le sue puntualizzazioni scatenano piccole risse in Consiglio. Ci tengono svegli. Forza!

Voto 5 Francesco Serra (Pd) e Christian Scorsi (Pd) che se ne è andato e non ritorna più, il treno delle 7.30 senza lui. A Francesco Serra perché di lui sebbene abbiamo apprezzato la combattività e il tentativo di coordinare una battaglia, dobbiamo registrare che non c’è riuscito tirando i remi in barca. Voto non più basso però perché per coerenza si è dimesso da capogruppo lasciando spazio a Mario Quintarelli e ha fatto un passo indietro. Scorsi, giovane democratico, fioroniano d’adozione e sbottonato tra i più presenti. A fine anno scompare dai radar, non si presenta più in Consiglio. Nessuno sa che fa. Secondo qualcuno studia, secondo altri lavora, secondo altri ancora vive a Roma, Milano, Brescia, Valmontone o Asiago. Christian insomma dove sei? Senza di te Michelini fa fatica, la coperta in Consiglio è sempre più corta. Perché il voto 5? Perché era uno dei più presenti e combattivi. Un soldato alla Daniela Bizzarri, ma in fase ampiamente calante.

Voto 4 a Martina Minchella (Pd) e Marco Ciorba (Oltre le Mura). La prima della classe, anche lei fioroniana d’adozione, è stata spesso ripresa per non convocare la commissione di cui è presidente. A fine anno ha iniziato a puntellare Leonardo Michelini e la giunta con una serie di interrogazioni e interventi spinosi. Ma questo solo nelle ultime settimane, e se non fosse per questo starebbe molto più in basso, in questa nostra classifica. A Ciorba voto basso perché era difficile essere meno apprezzati dal Consiglio rispetto a Filippo Rossi, lui ci sta riuscendo nonostante ce la metta tutta per risultare il più burocrate possibile.

Voto 3 a Filippo Rossi (Viva Viterbo), perché è il numero perfetto. Voto non-sense per un non-consigliere non-sense.

Voto 2 a Mario Quintarelli (Pd): il più ondivago. Cambia spesso opinione: era il più violento attaccabrighe prima della grande pace gattopardesca di un anno fa, ora è capogruppo Pd. Ma perché?

Voto 1 a Massimo Cappetti, Augusta Boco, Aldo Fabbrini e Patrizia Frittelli (tutti Pd). Non pervenuti.

Voto 0 a Claudio Mecozzi (Oltre Le Mura) entrato in Consiglio sei mesi fa, ancora troppo attaccato a mammo-Simoni, che gli fa da chioccia. È un giovane, diamogli tempo. Si farà.

 

Banner
Banner
Banner