Cultura, Trulli: “Va sostenuto anche il no profit e chi non fa marketing culturale”

Cultura, Trulli: “Va sostenuto anche il no profit e chi non fa marketing culturale”

Trulli sprona l'amministrazione a dar riconoscimento anche chi fa attività no profit, riconoscendo le differenze tra attività di marketing e attività culturali.

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“Importante sostenere anche chi non fa marketing culturale”. Il presidente del Comitato provinciale di Arci Viterbo Marco Trulli è intervenuto nei giorni scorsi durante la conferenza stampa di presentazione di Immagini dal sud del Mondo (qui) parlando del ruolo dell’associazione nel tessuto culturale cittadino e della necessità di vicinanza e sostegno da parte degli enti pubblici. Vicino a lui l’assessore alla cultura Antonio Delli Iaconi che ha ascoltato la richiesta di attenzioni per percorsi differenti.

“Bisogna fare delle scelte – ha detto Trulli – e puntare anche su ciò che non ha come obiettivo il mercato. La differenza tra chi cerca profitto e chi fa no-profit, non è solo nei contenuti, ma anche nelle modalità di fruizione e nei processi organizzativi”. Processi che portano a riflessioni su tematiche importanti e che portano alla formazione della cittadinanza e che includono i giovani “e non in maniera paternalistica”, ma dando loro una possibilità di espressione e di formazione. Lavorano infatti a progetti concreti che li portano a crescere e a entrare a far parte della macchina organizzativa vera e propria. “Un processo che oltre a dare spazio ai giovani, dà loro la possibilità di raccontare ciò che è nel loro presente”.

“Abbiamo – ha aggiunto Trulli parlando della rete Arci – una missione no profit, non facciamo marketing culturale o spettacolo, ma creiamo occasioni di approfondimento su temi importanti. Abbiamo una natura diversa rispetto ad altre realtà. Lo sottolineo con forza perché questo tipo di lavoro ha bisogno di essere sostenuto”. Insomma serve il riconoscimento tra ciò che è no profit e ciò che non lo è. Ci deve essere un riconoscimento delle differenze e quantomeno pari dignità nell’accesso ai fondi.

Il Comune di Viterbo infatti anche quest’anno finora ha garantito fondi solamente alle 5 realtà culturali più grandi (qui) e non ha dato alcuna risposta agli “idonei” del bando per il primo semestre, di quello per l’estate e di quello per le nuove convenzioni. Le graduatorie sono pubblicate, ma il reperimento dei fondi non è ancora terminato e la destinazione finale dei fondi non è garantita. Anzi potrebbe anche non esserci o esserci in maniera molto limitata rispetto ai tanti fondi elargiti alle cinque grandi realtà.