Crucianelli: “La nocciola non diventi la dannazione della Tuscia”

Crucianelli: “La nocciola non diventi la dannazione della Tuscia”

È il grido d’allarme del presidente del Bio-distretto della via Amerina e delle Forre Famiano Crucinelli che tra quindici giorni parteciperà all’incontro organizzato a Vignanello proprio per parlare della sostenibilità ambientale della coltura della nocciola.

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“La nocciola è una ricchezza per il nostro territorio, ma non può e non deve diventare una dannazione per il territorio e per i nostri cittadini”. È il grido d’allarme del presidente del Bio-distretto della via Amerina e delle Forre Famiano Crucinelli che tra quindici giorni parteciperà all’incontro organizzato a Vignanello proprio per parlare della sostenibilità ambientale della coltura della nocciola. “Una sfida per il viterbese”. Appuntamento il 22 aprile a Vignanello presso la sala del Consiglio comunale dalle 9.30 alle 13.30.

“Che vi sia un allarme pesticidi e diserbanti è più che giustificato – spiega Crucianelli – Vi è stato e continua ad esserci un uso di fitofarmaci che inquinano acqua, suolo e che rappresentano un serio danno per la salute dei cittadini. La nocciola è una ricchezza per il nostro territorio, ma non può e non deve diventare una dannazione per il territorio e per i nostri cittadini”.

All’appuntamento promosso dal biodistretto del quale fanno parte dieci comuni della bassa Tuscia e tre comuni dei cimini (Vignanello, Vallerano, Canepina) e dall’associazione italiana per l’agricoltura biologica, parteciperanno anche esperti dell’Università della Tuscia, associazioni e aziende che producono e trasformano la nocciola. “Critica è la situazione ambientale – aggiunge Crucianelli – perché continuando ad usare fitofarmaci e fertilizzanti chimici è garantito l’inquinamento di acqua, suolo e aria, così come è certa la compromissione della fertilità futura delle nostre terre. Critica è la coesione sociale, perché continuando così è inevitabile la ribellione di quei cittadini che si vedono danneggiati nella salute e negli interessi economici. In questa situazione non servono inutili e spesso interessate rassicurazioni, ma serietà e razionalità nell’affrontare i grandi problemi che abbiamo dinnanzi”.

Servono corsi di formazione e controlli, ma questo non basta. “Si parla di nuove migliaia di ettari di terreno da destinare alla coltivazione della nocciola, ovvero della trasformazione del nostro territorio ina una monocultura con tutte le conseguenze negative per la biodiversità del nostro territorio, per la salute del nostro habitat e per l’economia generale della nostra comunità. Senza una forte consapevolezza, senza una diffusa partecipazione sociale, senza investimenti nella ricerca e nella innovazione non si esce da questo difficile guado. La nocciola è una risorsa, ma per essere un bene comune e se vuole avere un futuro, deve essere coltivata in modo sostenibile per l’ambiente e per la società”.

Valorizzare le esperienze virtuose. “Esistono nel nostro territorio esperienze virtuose del ciclo della nocciola, coltivazioni biologiche e responsabili di questo prezioso prodotto che possono e debbono interagire positivamente con la produzione tradizionale, che possono e debbono essere un riferimento per l’intero mondo agricolo”.

  • pascal91

    Eh sì ma infatti nelle Langhe, in Val di Non e nel Chianti vivono male a causa della monocultura, che pena ragazzi…

    • Sandala Gusberti

      Il giorno dell’incontro sarà presente anche un produttore di nocciole delle Langhe. Se sei interessato ad approfondire il tema sei invitato il 22 aprile alla conferenza.

      • pascal91

        No, ho di meglio da fare che sentire qualche ecologista etilico che alla fin fine fa il gioco dei palazzinari: dove piantano nocciole non costruiscono nè inutili palazzine nè capannoni.

Natale Viterbo