Che sindaco serve a Viterbo? – “Uno che sia presente e con una visione di città”

Che sindaco serve a Viterbo? – “Uno che sia presente e con una visione di città”

Già diversi hanno inviato indicazioni sui connotati e punti di un possibile programma di governo. Garantiamo anonimato, salvo non esprimiate desiderio che i vostri scritti compaiano con nome e cognome.

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Quello che un sindaco di Viterbo dovrebbe fare. La Fune ha lanciato l’invito, rivolto a tutti: cittadini, politici, mondo sindacale, imprenditoriale, associazionismo; di tratteggiare le caratteristiche e le azioni che il prossimo cittadino di Viterbo dovrebbe mettere in campo.

Già diversi hanno inviato indicazioni sui connotati e punti di un possibile programma di governo. Garantiamo anonimato, salvo non esprimiate desiderio che i vostri scritti compaiano con nome e cognome. Ecco uno degli ultimi interventi arrivato in redazione:

 

“Amministrare una città non è cosa semplice e sarebbe poco saggio aspettare l’arrivo dell’uomo dei miracoli. Sarebbe però, al tempo stesso, bello vedere presentarsi alle prossime votazioni per il ruolo di sindaco di Viterbo almeno un pretendente che sappia, in caso di vittoria, essere davvero presente e al tempo stesso dotato di una visione della città.

Quello che in effetti manca da tempo, ed è stato particolarmente assente in questi cinque anni di non governo, è una figura capace di affermarsi, di mettere al centro l’ascolto e la capacità di visione. Qualcuno che riesca ad amministrare senza essere frenato e ostacolato dalle faide di partito, come accaduto con Leonardo Michelini. Figura che passerà alla storia, secondo mio modesto avviso, come il “sindaco mancato”. Prigioniero dell’eterna lotta tra i “fratelli coltelli” del Partito Democratico Michelini non è riuscito mai a imporsi e a costruire una linea politica propria. Così questi cinque anni Viterbo li ha passati galleggiando sul niente, in balia delle correnti. Tra Mori, “biondi” e “Rossi”. 

Questo errore va evitato. Serve quindi un uomo o una donna di carattere. Uno con pochi lacci e laccioli e che non sia “strabico”: al governo di Viterbo con l’idea di sedere in Parlamento o in Regione. Poi serve la conoscenza e la visione della città, per mettere a frutto le potenzialità. 

Mi auguro anche che si tratti in qualche modo di un Homo Novus, considerando i presenti politici viterbesi o dei paesi limitrofi datati e superati. Ergo da rottamare”. 

Decarta racconta la Tuscia