Aracri (FI): “Non vogliamo la politica della melassa e degli inciuci. Bacocco? È un bel cocco”

Aracri (FI): “Non vogliamo la politica della melassa e degli inciuci. Bacocco? È un bel cocco”

Botte da orbi dentro la Forza Italia viterbese. Abbiamo scomodato per un intervento sull'argomento il senatore azzurro Francesco Aracri, che venerdì scorso ha preso parte al meeting del centrodestra alle Terme dei Papi.

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Botte da orbi dentro la Forza Italia viterbese. Abbiamo scomodato per un intervento sull’argomento il senatore azzurro Francesco Aracri, che venerdì scorso ha preso parte al meeting del centrodestra alle Terme dei Papi. Incontro in qualche modo contestato dal coordinatore provinciale del partito Dario Bacocco. Sullo sfondo il braccio di ferro tra due anime: “battistoniani”, che tirano verso il centro; e “mariniani” che vanno a destra.

Forza Italia viterbese, se ne dicono di cotte e di crude. Che sta succedendo?

“Siamo in una fase di trapasso e c’è confusione. Rispetto tutte le opinioni anche se alcune non le condivido. Sono stato sempre nel centrodestra e credo che il perimetro del campo da gioco, per quanto mi riguarda, è con quelli che stanno nel centrodestra. Rispetto a questo trovo un po’ curioso che si parli di mondo dei moderati, segnalo nel frattempo che l’elettorato moderato è tutto incacchiato perché massacrato dalle tasse e dalla disoccupazione. Un mondo che non esiste più nella sua accezione politica. Curioso che persone che stanno in Forza Italia poi a Tarquinia, leggo dai giornali, parlano con i Mori. Vogliono sostenere persone che fino all’altro ieri hanno fatto il vicesindaco con l’amministrazione di centrosinistra uscente avendo nel frattempo attraversato quattro partiti da destra a sinistra. Credo che la politica debba essere una cosa seria. Se altri amici ritengono altre cose le facessero. Tanti auguri”.

Il suo omologo, vicecoordinatore regionale, Francesco Battistoni è un po’ pietra dello scandalo, è indicato infatti come il traghettatore verso l’area centrista. Vi parlate con Battistoni?

“Mi sono dimesso da vicecoordinatore due anni fa. Vedevo che non si faceva niente. Io giro il Lazio e qualcuno mi dicesse che non lo posso fare. Vedo cose curiose. Nelle ultime elezioni provinciali di Viterbo ci siamo prodigati per una lista unica del centrodestra. Altri amici mi fanno una lista per conto loro e di fatto mi appoggiano il candidato alla presidenza di centrosinistra. Chiedo un incontro su questo tema, per un chiarimento, la riunione non si fa. Tolgono i due commissari dell’epoca e ne mettono altri due che fanno parte di questa cordata. Poi non è stato fatto mai alcun incontro. Vedo un crinale che non mi piace. Facessero quello che vogliono, andassero a spiegare loro alla gente …”.

Bacocco ha detto che dovevate chiedere il permesso per utilizzare il simbolo di Forza Italia all’incontro di venerdì. Che ne pensa?

I”o devo chiedere il permesso? Bacocco rivedesse le regole della democrazia. Poi mi spiegassero a chi devo chiedere il permesso e che io non faccio più parte di Forza Italia. A chi devo chiedere il permesso?”

A Bacocco.

“Bacocco è un bel cocco. E’ come se io rispetto a iniziative che fanno altri andassi a chiedere chi ha autorizzato. La cultura delle scomuniche e degli ostracismi non mi appartiene. Questo fatto dimostra l’assoluta inconsistenza. Anziché prendere atto che si fanno iniziative, e non c’erano né Fioroni e Gasparra, sollevano polemiche”.

Sa tutto quindi di quello che si muove a Viterbo. E’ venuto Tajani con Fioroni e Gasparra. Che ne pensa?

“Andare a un incontro non vuol dire nulla. Non è questo il tema. Il tema però è o si sta nel centrodestra o si sta da un’altra parte. Utilizzare etichette come Forza Italia per immaginare scenari diversi lo vedo improprio. Però non vieto niente a nessuno, poi saranno gli elettori a decidere”.

Chi vince questo tiro alla fune? Come deciderete chi ha ragione?

“Il tifo lo lascio alla mia squadra del cuore: la Lazio. Non c’è alcun tiro alla fune. Si mettono in gioco iniziative e programmi, poi gli elettori decidono. Noi siamo fondatori del centrodestra e non ci riconosciamo con una politica fatta di melassa, di inciuci. Dove si stabiliscono cose non so dove perché i fatti dicono che non si sono fatte riunioni su alleanze.

A Tarquinia parlano con il centrosinistra. Tanti auguri. Mi domando come mai chi dice di coordinare non coinvolge, non parla. Noi siamo nel centrodestra, altri faranno altre cose. Avremo i nostri rappresentanti e candidati nel perimetro del centrodestra e io sarò con loro. Altri faranno altre scelte, non mi interessa”.

Il coordinatore regionale sa di queste cose?

“Sì gliele ho spiegate bene. Ma sono assordato dal silenzio e vedo che si va avanti. Trovo incredibile che chi sostiene persone nel perimetro del centrodestra si debba giustificare”.

Ma non è meglio la politica dei due forni, così avete più probabilità di vincere?

“I forni lasciamoli ai fornai. Io sto da una parte sola. Poi bisogna avere il coraggio di starci. La politica non si risolve con le marchette elettorali. Non mi interessa questa roba. Le persone alla fine sono intelligenti e sanno valutare i comportamenti e a scegliere di conseguenza”.

 

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