Sgozzato perché troppo felice
Rogo-dell-Eretico-796x336-796x336
lafune_800 x 120
L’Eretico riflette sul folle assassinio di Torino del giovane Stefano Leo.

Stefano Leo è stato sgozzato mentre passeggiava per le strade di Torino perché la sua espressione, felice e serena, era insopportabile per il suo assassino Said Mechaquat.

L’orrore di questo delitto è tale da catapultarci dentro la storia di Caino ed Abele, e cioè dentro le dinamiche misteriose e oscure del cuore dell’uomo. Caino uccide Abele perché è invidioso della felicità del fratello e crede che togliere la gioia a qualcuno gli consenta di rubarla per sé.

Said è un cittadino italiano di origine marocchine ma qui il Marocco non c’entra, c’entra Caino perché, come togliere la vita ad Abele non aggiunge neppure un grammo di felicità alla vita di Caino, così sgozzare Stefano spalanca a Said non la porta della gioia, ma quella della galera, dove speriamo rimanga a vita.

Non ci sono attenuanti sociologiche per l’omicidio di Stefano. Caino, invece di uccidere Abele, avrebbe potuto mettersi al lavoro per migliorare la propria vita, per renderla più buona imparando da chi ci stava riuscendo. Allo stesso modo Said avrebbe potuto decidere di imparare dallo sguardo felice di Stefano, che andava a fare il suo lavoro di commesso, come si fa a vivere bene e da persona perbene.

Avrebbe potuto chiedersi dove cominciare a cambiare, per cambiare la propria vita. Avrebbe dovuto trasformare il dolore per le proprie sconfitte in voglia di cambiare, in impegno: non in una rabbia omicida.

Ma quanto vale una via umana oggi?  Questo omicidio, proprio perché senza senso, crudele e violento deve farci riflettere ancora di più.

È disumano uscire di casa per andare al lavoro e non fare più ritorno. Essere privato della vita, essere tolto all’affetto dei propri cari per essere passato nella strada sbagliata al momento sbagliato ed essere assassinato senza motivo. Come se essere felici potesse essere un motivo. Pensiamoci ogni volta che un nostro caro esce di casa.

 

800 Confartigianato
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
aiac_banner_01
Onda
domenicale post
monastero interno
Masicar300x300-optimize
lafune_300 x 600
Foto Fisioterapy Center
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Fune 300x300
TdP_Inalazioni
POST FB 01
asvis 2