Nepi, al via la collettiva di arte contemporanea
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NEPI- La rassegna, promossa dall'associazione "EtruriArt", è stata inaugurata ieri alla Rocca Borgiana

NEPI- L’associazione “EtruriArt”, costituitasi recentemente, ha organizzato all’interno dell’incomparabile scenario offerto dalla Rocca Borgiana, la sua prima collettiva di arte contemporanea.

Nel pomeriggio di ieri, alla presenza del sindaco della cittadina, Franco Vita, è stata inaugurata l’interessante rassegna. A fare gli onori di casa il presidente dell’associazione Marco De Santis il quale, nel dare il benvenuto al primo cittadino, ha illustrato brevemente le finalità del sodalizio e la sua presenza sul territorio. Da parte sua il sindaco ha espresso molta stima e pieno appoggio, come quello in atto nella concessione di quantonecessario all’allestimento della presente mostra, anche per il futuro nella convinzione che l’arte, quale portatrice di bellezza e di cultura, debba essere incoraggiata.

Molti sono stati i visitatori che hanno espresso valutazioni lusinghiere sulla qualità delle opere esposte da parte di Paola Aleandri, Silvia Baldan, Giuseppe Bellucci, Raffaela Cristofari, Marco De Santis, Delia Gionfrida, Cesare Gregori, Moreno Lanzi, Piero Mariani, Beniamino Molon, Lorena Ivon Monchablon, Maura Muscogiuri, Marco Pintus, Gianni Sebastiani, Rosanna Troncarelli, Carla Vaccarelli, Maria Cristina Vannet e Jennifer Venanzi.

La mostra, ad ingresso libero, resterà aperta anche nei pomeriggi del 24 e 25 con orario 15,00 – 24,00

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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