Luigi Petroselli, il viterbese sindaco di Roma (un ricordo)

Il 7 ottobre, a 34 anni dalla scomparsa, il ricordo di Luigi Petroselli al cimitero di San Lazzaro. Petroselli, “il sindaco di tutti”, grande protagonista della storia del Pci, di Roma e del Lazio, ha lasciato una traccia indelebile. I familiari lo ricordano alle ore 11, davanti alla tomba al cimitero di San Lazzaro.
Il 7 ottobre, a 34 anni dalla scomparsa, il ricordo di Luigi Petroselli al cimitero di San Lazzaro. Petroselli, “il sindaco di tutti”, grande protagonista della storia del Pci, di Roma e del Lazio, ha lasciato una traccia indelebile. I familiari lo ricordano alle ore 11, davanti alla tomba al cimitero di San Lazzaro.
Un grande viterbese che riuscì a diventare sindaco della capitale, ma soprattutto seppe essere esempio di una politica al servizio della comunità.
Da Petroselli un messaggio di speranza, attraverso i decenni, che può ancora oggi essere d’ispirazione. Per questo La Fune ha deciso di non scrivere una storia ma di presentare un ricordo.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
di Roberto Pomi


















