Fascisti, comunisti, guelfi e ghibellini
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Nel 2019 c’è chi ancora utilizza i termini “fascista” o “comunista” per autodefinirsi o per demonizzare l’avversario politico di turno. Un anomalia anacronistica e tutta italiana che evidenzia l’incapacità di voltare pagina e di affrontare i problemi reali del paese.

Italia, anno 2019. Eppure c’ è chi ancora si autodefinisce “fascista” o “comunista”. O chi utilizza questi termini per apostrofare l’altro in senso offensivo.

Chi ragiona secondo questi schemi è fuori dalla storia. È come se si autodefinisse “guelfo”, “ghibellino”, “garibaldino”, ecc. Terminologie che ormai si ritrovano solo sui libri di storia.

Le recenti elezioni politiche hanno segnato un superamento delle barriere ideologiche “destra” vs “sinistra” premiando in termini di preferenze chi invece ha saputo dimostrare vicinanza e ascolto alle problematiche dei cittadini.

La nascita della Terza Repubblica guidata dal governo gialloverde ha evidenziato il netto taglio con il passato sia per metodo che nel merito.

La politica e i media devono smettere di ragionare come nel 1945 e collegarsi con il presente. Solo così questo Paese potrà crescere e avere una maggioranza e un’opposizione che si confrontano sui veri problemi e su come risolverli.

Gli Stati Generali La Fune
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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