Delrio: "Per la Trasversale c'è ancora da attendere"
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Il ministro delle infrastrutture alla due giorni alla Salus, interviene sul completamento della Trasversale fra Viterbo e Civitavecchia. "Non possiamo dare date certe. Il progetto ci interessa molto, perché la strada è un vettore economico, ma al momento ci sono altre priorità. Ne riparliamo nel 2018".

Secondo incontro del giorno alla convention del PD. E mentre la Madia se ne va, arriva un altro Ministro a parlare al pubblico viterbese, Graziano Del Rio. Si passa, quindi, dai lavoratori della Provincia e i precari dei centri per l’impiego, a un altro tema scottante del viterbese: la superstrada che collega Viterbo a Civitavecchia.

“La Trasversale è un progetto che interessa il Governo. Forse nel 2018 arriverà la progettazione definitiva”. Come a dire che, sì, la superstrada è un bel progetto, ma prima abbiamo altri impegni. Altri due anni, quindi, solo per finire la progettazione e finanziare l’opera, poi la riapertura del cantiere. Delrio parla un po’ di conti, ma sulle date non da nulla per certo. “E’ stato revisionato il primo progetto, quello da 750 milioni. A marzo è arrivato quello preliminare, le pratiche sono ai Lavori pubblici. Il tratto è pronto per essere finanziato, ma in questo momento i 470 milioni necessari da stanziare non ci sono”.

Il Ministro, però, non può fare a meno di riconoscere il valore economico della Trasversale, che oltre a collegare due città, collega il centro del Paese con uno dei porti più grandi d’Italia, con l’interporto e con le acciaierie ternane. “La strada è uno lo strumento di sviluppo economico – tiene a precisare – serve a superare debolezze del Paese. Per questo sarà finanziata”.

Delrio non si sbilancia neanche davanti alle pressioni dei colleghi di Partito, che vorrebbero qualche data più esatta. Due anni serviranno per il progetto definitivo. Nel 2018 se corriamo. Ma ci sono troppe variabili, io oggi non lo posso dire. I tempi li possiamo dare quando consegneremo i lavori alla ditta. Nel 2018 però penso che possa essere appaltabile. Il 2016 e 2017 impieghiamolo bene”. Tra il dire e il fare, però ci sono ancora quel tratto ancora nemmeno nero su bianco”.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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