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STORIE - Il pezzo viterbese più famoso in assoluto è sicuramente il “galletto” alfabetario. Realizzato in bucchero è conservato presso il Metropolitan Museum di New York.
di Roberto Pomi

STORIE - La storia grande degli idrovolanti italiani è stata scritta anche dal viterbese Mario Viola. Nato a Roccalvecce e caduto in mare, anzi nell'Oceano, il 2 febbraio del 1938. Il sedicesimo dell'era fascista, come si diceva allora.
di Roberto Pomi

STORIE - Publio ha lasciato un nastro inciso, dove racconta tutta la sua storia sui campi di concentramento. Un orrore talmente profondo che ha voluto condividere soltanto con la moglie, che oggi custodisce quella registrazione e non vuole farla ascoltare ai nipoti. Questo è la Shoah.
di Roberto Pomi

STORIE - Angelo Di Porto, Vittorio Emanuele Anticoli e Letizia Anticoli. Sono questi i nomi dei tre ebrei viterbesi che hanno perso la vita nei campi di concentramento nazisti. Correva l’8 gennaio di settantaquattro anni fa quando vennero rastrellati dalla loro casa, in via della Verità 19.
di Roberto Pomi

STORIE - Tracce antiche del mito si trovano nella cultura tibetana e indù. La fortuna occidentale di Agarthi nasce con Osserndowski e il suo libro 'Bestie, uomini e dei', Alexandre Saint-Yves d'Alveydre e il libro 'Missione dell'India' e René Guenon con 'Il Re del mondo'. Il terzo non fa che reinterpretare le idee dei primi due.
di Roberto Pomi

Prepariamo insieme un primo piatto gustoso per il pranzo della domenica

STORIA - Trilussa, dalla rima pronta e dallo sguardo acuto e cinico sul mondo, visse per alcuni anni in provincia. Scelse la piccola Grotte Santo Stefano, prigioniero di un amore che lo aveva letteralmente stregato.
di Roberto Pomi

La regina dei primi piatti per un perfetto pranzo della domenica, prepariamo insieme la carbonara

STORIE - Hitler in quei giorni si trovava a Firenze, dove il 9 maggio venne accolto con tutti gli onori e si affacciò alla folla insieme al duce del fascismo Benito Mussolini da Palazzo della Signoria.
di Roberto Pomi

STORIE -1836, anno complicato. Perché Napoleone non è finito con Waterloo e Sant’Elena. Il corso ha continuato a infiammare il cuore di tanti giovani di mezza Europa. Siamo nella nuvola dei moti liberali, che a ondate infiammano il Vecchio Continente. Il papa re resiste ma vacilla. E proprio in quel febbraio del 1836 viene deciso che avere il corpo della mamma di “quel diavolaccio” tumulato in qualche chiesa di Roma poteva essere sconveniente.
di Roberto Pomi

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