Rifugiati e richiedenti asilo
Chiara Frontini e Viterbo2020 rispondono così all’ironia sul web scatenatasi dai fotomontaggi condivisi anche da esponenti di Arci, facendo riferimento ai progetti Sprar e all’accoglienza dei migranti prefettizi, che Arci Solidarietà gestisce in città durante una conferenza stampa convocata proprio sotto al manifesto stesso, tra l’altro imbrattato questa notte da ignoti con la scritta "schifosi"

La consigliera comunale del Partito Democratico Daniela Bizzarri risponde così all’affissione del manifesto di Chiara Frontini nel quale è scritto lo slogan “Viterbo non è un albergo” su via Raniero Capocci.
di redazione

È apparso un manifesto 12x3 di Chiara Frontini in via Raniero Capocci: il manifesto originale, che dice “Viterbo non è un albergo", è però diventato oggetto di dileggio sul web. Dopo le prime voci di critica e sostegno, ecco comparire numerosi "trollate". Eccone una selezione.

Un manifesto che usa uno slogan molto semplice “Viterbo non è un albergo” e che esplica la filosofia politica del movimento Viterbo 2020. L'affissione fa discutere
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In sostanza Palazzo dei Priori avrebbe scelto così di perseguire una via più morbida e di non andare allo scontro con la Prefettura di Viterbo in merito al campo d’accoglienza nato nel parcheggio dell’ex Fiera di Viterbo.

Ex Fiera, il campo doveva essere smantellato il 19 marzo, cioè ieri. Lo scorso 27 febbraio in quarta Commissione il dirigente del Comune di Viterbo Emilio Capoccioni aveva indicato nel 18 marzo il 90esimo giorno di vita del ghetto\centro di accoglienza all’ex Fiera, dove in una decina di container sono ospitati 59 migranti.
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. Il Gal, il gruppo consigliare di Sergio Insogna e Francesco Moltoni, interviene per criticare il voto della maggioranza del documento scritto ed emendato da Martina Minchella, Melissa Mongiardo e dal sindaco Leonardo Michelini.
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La posizione è rafforzata dal mandato che gli ha dato il Consiglio comunale ieri pomeriggio che ha inserito nell’ordine del giorno proprio l’impegno a dichiararlo non conforme alle norme urbanistiche.

Immigrazione, maggioranza e opposizione tentano la strada della via comune, ma non sarà facile. Intanto Michelini dice la sua linea: "Serve rispetto per la Prefettura, ma deve coinvolgere territori"

Ad aprire le porte del campo nato sulla Cassia Nord è la Ospita Srl, società di Gavorrano, cittadina in provincia di Grosseto. Un sopralluogo che è servito per capire in che condizioni vivono 59 migranti ospitati nei container montati dalla Prefettura

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