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Giulio Marini si racconta: “Viterbo deve puntare sulla qualità della vita e sui giovani”

Giulio Marini si racconta: “Viterbo deve puntare sulla qualità della vita e sui giovani”

Giulio Marini si candida a consigliere per Palazzo dei Priori. La politica gli ha dato tanto, con lui abbiamo fatto il punto sulla Viterbo che ha in mente e su cosa servirebbe alla città. Ci ha raccontato delle cose fatte, di quelle non riuscite, dello spazio che intende ritagliarsi per il domani. 

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Giulio Marini si candida a consigliere per Palazzo dei Priori. La politica gli ha dato tanto, con lui abbiamo fatto il punto sulla Viterbo che ha in mente e su cosa servirebbe alla città. Ci ha raccontato delle cose fatte, di quelle non riuscite, dello spazio che intende ritagliarsi per il domani. 

 

Cosa è Viterbo per Giulio Marini?

“Viterbo per me è quella città che ho avuto in mente nei cinque anni in cui ho fatto il sindaco. Una città che se socchiudo gli occhi riesco a vedere chiaramente: una città storica in chiave moderna. Per costruire questa immagine mi sono ispirato a una città che ho avuto modo di visitare e scoprire: Tolosa. Viterbo per me è un sogno che spero si riuscirà a realizzare. Il sogno di un luogo dove siano messe al centro la qualità della vita e la valorizzazione delle peculiarità. Il mio lavoro in quei cinque anni andava in questa direzione. Ma cinque anni non possono bastare, servono almeno tre mandati. Però delle cose le ho fatte per cambiare il volto della città. Pensate alla rivoluzione dell’ascensore di Faul. Non è una cosa da poco, pensateci. Pensate agli interventi che abbiamo realizzato sulla viabilità”.

In politica ha fatto tutto, cosa vuole fare oggi?

“Il consigliere comunale. E lo dico con convinzione. Il mio compito sarà quello di aiutare l’amministrazione, perché sono convinto della possibilità di vittoria del centrodestra. Se non avessi visto quest’opportunità non mi sarei candidato. Non so fare il consigliere di opposizione. Sono nato per costruire, non per giocare al tiro al piccione tra i banchi del consiglio. Poi voglio dare il mio contributo a far nascere un nuovo gruppo dirigente. Servono i giovani, ci servono i giovani”.

Cosa è stato Marini sindaco, cosa è stato Michelini e cosa può essere Arena?

“Marini sindaco è stato un uomo di esperienza, accompagnato da una squadra che l’ha seguito fino alla fine. Oggi quella squadra può guardarsi indietro e sentirsi soddisfatta del risultato. Leonardo Michelini è stato una speranza per la città ma le continue battaglie interne dei suoi l’hanno portato a un voto insufficiente sull’operato. Voto che i viterbesi stanno per esprimere. Arena ha coniato una sua frase per questa campagna elettorale: il voto che unisce. Lui è un mite, un moderato, capace di mediare e tenere insieme le persone. Questo è importante in politica e nell’amministrazione del territorio”.

C’è aria di cambiamento. Il centrodestra viterbese cosa rappresenterebbe?

“Dobbiamo essere anche noi il cambiamento. Il centrodestra deve lanciare i suoi giovani esperti. Non deve esserci uno strappo tra vecchio e nuovo. Dobbiamo saperci rinnovare, mettendoci al servizio di chi vorrà seguire i consigli”.

Dove deve andare la città?

“Verso il cambiamento di mentalità. Cambiamento che deve essere della politica, degli imprenditori, dei cittadini. Dobbiamo lavorare tutti per valorizzare la qualità della vita sul nostro territorio. Per il bene di tutti e dell’economia. Tanti imprenditori si stanno già mettendo in questo vento. Penso ai costruttori che hanno lasciato il modello anni 70 e oggi punta a riqualificare con intelligenza. Pensano ai parchi, ai giardini, a far star bene la gente e disegnare una città moderna. La città deve andare lì, in questa direzione. Serve qualità della viabilità, qualità abitativa, qualità del verde. Viterbo deve sognare, sognare e credere”. 

 

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