Backstage – Conta soprattutto il bene di Viterbo

Backstage – Conta soprattutto il bene di Viterbo

La prima considerazione rimanda alla storiella del marito tradito che, secondo la vulgata, per far dispetto alla moglie scelse di tagliarsi gli attributi virili. La vicenda riguarda per certi versi ciò che è accaduto qualche giorno fa quando la Giunta comunale ha rigettato la richiesta della Fondazione Caffeina di poter utilizzare anche piazza del Plebiscito nell'ambito di Caffeina Christmas

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La prima considerazione rimanda alla storiella del marito tradito che, secondo la vulgata, per far dispetto alla moglie scelse di tagliarsi gli attributi virili. La vicenda riguarda per certi versi ciò che è accaduto qualche giorno fa quando la Giunta comunale ha rigettato la richiesta della Fondazione Caffeina di poter utilizzare anche piazza del Plebiscito nell’ambito delle tante iniziative già programmate per il Natale viterbese da parte di Caffeina Christmas, la rassegna che quest’anno durerà dalla fine di novembre all’8 gennaio (circa 45 giorni in tutto). La Michelini’s band ha ritenuto di non consentire l’utilizzazione di piazza del Comune con una serie di motivazioni abbastanza deboli: è stato già concesso un aumento degli spazi del 30%, l’amministrazione comunale ha in programma eventi culturali a Palazzo dei Priori e, infine, quel sito non può “svolgere il solo ruolo di attrazione natalizia, ma è soprattutto un polo monumentale”.
La sensazione è che il niet derivi da valutazioni assai meno elegiache e ben più politiche. Nel senso che la risposta negativa appartiene alla categoria delle ripicche contro Viva Viterbo, la formazione guidata da Filippo Rossi, fino a qualche mese fa in maggioranza ed ora puntutamente all’opposizione. Domanda: ci sarebbe stato ugualmente il “no” se i vivaviterbicoli avessero ancora fatto parte dei sostenitori dell’attuale sindaco con tanto di assessore in Giunta? Poiché a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina, la risposta è semplice e scontata: anche Piazza del Plebiscito avrebbe fatto parte del Caffeina Christmas. Una scelta legittima da parte della Giunta ma oggettivamente non suffragata da argomentazioni solide: una decisione di pancia, insomma.

Il fatto è che tutto ruota intorno alla figura di Filippo Rossi, il gran capo di Caffeina, e al doppio ruolo di direttore artistico della kermesse e di consigliere comunale (prima di maggioranza, ora di opposizione). E’ di tutta evidenza che non ci sono impedimenti formali o di legge, ma nella sostanza comporta problemi tangibili che si traducono in concessioni o dinieghi a seconda di come tira il vento. Un conflitto di interesse, più o meno grande, che comporta talvolta benefici ma anche, alle volte, bastonate. Con la consigliatura alle battute finali, farebbe bene Rossi a riflettere con attenzione su un futuro impegno diretto, al di là della possibile collocazione del suo movimento nello scacchiere politico viterbese. Come pure il sommesso consiglio al sindaco Michelini è di evitare, nei pochi mesi che restano, altre scelte dettate dal risentimento politico. Perché il bene di Viterbo non ha colore e va oltre le beghe più o meno personali.