Sette milioni e mezzo per asfaltare tante strade colabrodo, così l'amministrazione Frontini conquista consensi
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VITERBO - Fiumi di asfalto, migliaia di buche cancellate e una città riportata alla normalità almeno sul fronte strade. Verrebbe da gridare al miracolo anche se è solo ordinaria amministrazione. 

VITERBO – Le strade vanno asfaltate, anche se a Viterbo città molto spesso se ne sono “dimenticati”. Smemoratezze così trasversali che da un sindaco all’altro poco è cambiato nel tempo. Una situazione quella delle strade malmesse e delle buche su queste talmente cronica nel capoluogo che ora che la sindaca Chiara Frontini le sta rifacendo, mettendo sul tavolo sette milioni e mezzo di euro, sembra capace del miracolo. 

C’è chi ancora non si è accorto, o ci prova, di quanto bitume nuovo è stato colato sulla città (e altro ancora arriverà) e prova ancora a aizzare la vecchia polemica della buca. Altri puntano a minimizzare la vicenda del nuovo asfalto abbondante. Per quanto ci riguarda un sindaco che sistema le strade non è prodigioso ma piuttosto banale, anche se a Viterbo non è mai stato scontato avere vie in ordine. Anzi. 

L’elenco delle strade già fatte è importante: largo Marconi, via Sabotino, via Rossini, via Fortunato del Tavano (Bagnaia), via dell’Industria, via dell’Agricoltura, Strada Poggino, viale Bruno Buozzi, via Monti Cimini, via del Pilastro, via della Grotticella, via Alessandro volta, via Aldo Moro e rotonda Ipercoop e via Monte Cervino. 

Poi ci sono le asfaltature in corso su via Teverina e Cassia Su, parti del semianello Almirante e via Belluno (cantiere fermato dalla bomba di via De Gasperi).

Nell’elenco delle strade da fare troviamo via Monfalcone e l’ingresso della città su strada Cassia Nord. Poi ci saranno via Nagni, via Einaudi, via Ricci, via Primo Maggio, via Faul, via Piave, via papa Niccolò III (San Martino). Quindi asfalto anche nelle frazioni di Roccalvecce e Grotte Santo Stefano. 

Fiumi di asfalto, migliaia di buche cancellate e una città riportata alla normalità almeno sul fronte strade. Verrebbe da gridare al miracolo anche se è solo ordinaria amministrazione. Un’operazione ordinaria per Chiara Frontini che vale diversi punti di consenso e “spunta” le armi della critica semplice sulla buca.  

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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