Dal Consiglio più attenzione per lo sport, ma il delegato del Sindaco ancora non c'è
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Il Consiglio comunale approva un documento (quasi) all’unanimità per le politiche sportive. Dopo aver ascoltato il dibattito e le argomentazioni di Sergio Insogna che ha riproposto il documento già approvato dalla maggioranza all’epoca in cui lui era ancora in maggioranza, il Consiglio comunale ha deciso di emendare la proposta.

Il Consiglio comunale approva un documento (quasi) all’unanimità per le politiche sportive. Dopo aver ascoltato il dibattito e le argomentazioni di Sergio Insogna che ha riproposto il documento già approvato dalla maggioranza all’epoca in cui lui era ancora in maggioranza, il Consiglio comunale ieri ha deciso di emendare la proposta (qui).

Di fatto cambia poco e il dibattito è servito più che altro per capire cosa bolle in pentola. Di buoni propositi il documento ne è pieno e riporta lo sport al centro dell’attenzione una volta tanto, ma i veri nodi dovranno e potranno essere risolti solo con decise politiche. Rimangono infatti senza risposta i temi più caldi: ovvero quello dell’impiantistica e quello della contribuzione per le realtà sportive, oltre alla mancanza di un delegato del sindaco che permetta un rapporto più agevole tra amministrazione e realtà sportive, e una convenzione con il Coni provinciale che agevoli il lavoro di chi si occupa di sport 365 giorni l’anno.

Ad opporsi al documento, per scelta politica, il consigliere del Movimento 5 Stelle Gianluca De Dominicis che ha sottolineato le assenze della maggioranza (“perché l’argomento probabilmente non interessa i vostri amici”) e ha ironizzato sul fatto che si approvi “un ordine del giorno programmatico dopo 3 anni e mezzo di mandato”.

Il sindaco Leonardo Michelini nel suo intervento ha sottolineato il passaggio degli impianti sportivi sotto l’egida del Patrimonio (anziché dei Lavori Pubblici) e la necessità di trovare ulteriori fondi “anche se abbiamo già speso 1 milione di euro per l’impiantistica”. Quanto al delegato ne ha riconosciuto la necessità, ma tempi certi di nomina non ce ne sono. Sulla questione infatti la maggioranza rischia, ancora una volta, di rompersi.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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