Ciucciarelli, Unione della Tuscia: "l'articolo de La Fune è dozzinale. Noi non siamo leghisti"
538405_584998008193356_2023652141_n
aiac_banner_02
"Volete solo rompere le palle". A Umberto Ciucciarelli critica la nostra mappatura dei leghisti locali e poi attacca Lucio Matteucci: "sono stanco di coloro che si nascondono dietro al civismo per fare politica".
Umberto Ciucciarelli

“Non ci sono 20.000 leghe, quel che avete scritto fa pensare che stiamo saltando tutti sul carro del vincitore, siete dozzinali e volete solo rompere le balle”. Tra il serio e il faceto, ma più serio che faceto, Umberto Ciucciarelli leader del movimento Unione della Tuscia con Matteo Salvini mette i puntini sulle “i” dopo l’articolo che aveva iniziato a raccontare il mondo dei leghisti locali nell’articolo “20.000 leghe sotto al Colle del Duomo” (leggi) nati recentemente e che si rifanno al segretario della Lega Nord.

 

Cosa non andava in quell’articolo?

“Siete dozzinali, prendete iniziative ad libitum solo per rompere la palle”.

 

Ok, qualcosa di più preciso?

“L’Unione della Tuscia non è la Lega Nord, quindi non è vero che ci sono 20.000 leghe. Non siamo Lega perché non rinunciamo ai nostri valori, come l’identità nazionale, come fanno loro”.

 

Ma al vostro nome affiancate anche quello di Salvini, che è il segretario della Lega Nord, non ci siamo inventati niente..

“Salvini infatti non parla di secessione. Comunque non dipendiamo da nessuno. Invece dall’articolo de La Fune non si capisce che siamo un movimento territoriale senza referenti”.

 

In realtà nell’articolo in questione si specifica che l’unico ad avere referenti nazionali è Patriae..

“Come avete scritto sembra che siamo saliti sul carro del vincitore. Comunque noi fummo contattati per prendere le redini di Patriae a ridosso delle Elezioni Europee, poi decidemmo di non accedervi perché avremmo dovuto appartenere a una struttura più grande e quindi sarebbe decaduta la nostra autonomia territoriale. Certo abbiamo detto che si sarebbe potuto lavorare insieme, ma non facendo parte dello stesso movimento”.

 

Perché?

“Patriae si riconosce in Flavio Tosi che non è un No-Euro come noi e Flavio Tosi non è in rapporti idilliaci con Matteo Salvini. Comunque mi sono sentito con Federico Fracassini (coordinatore locale di Patriae, ndr) e ci siamo detti che non ci sono problemi a lavorare insieme”.

 

Ma perché tutti questi piccoli movimenti differenti, perché state divisi?

“Noi non siamo piccoli. In 1 mese abbiamo raggiunto 1200 tesserati nella provincia di Viterbo. Al di là dei numeri però è una questione di contenuti”.

 

Cioè?

“Dobbiamo definire cosa sia destra e cosa no. Dobbiamo semplificare affermando i nostri valori che sono quelli della famiglia, dell’identità nazionale e della sovranità con il No all’Euro. È incoerente chi dice di essere di destra e poi cede sovranità non dicendo No all’Euro, ad esempio”.

 

Quindi uniti mai?

“Per stare insieme posso anche rimettere il mio mandato, ma non dobbiamo stare insieme per prendere il potere a tutti i costi, ma per fare qualcosa. Non dobbiamo pensare “almeno così si vince”.”

 

Abbiamo parlato di valori, e sul territorio?

“Faremo una battaglia Comune per Comune per la salvaguardia dell’esenzione-Imu per i terreni agricoli. In molti comuni l’Imu obbliga i coltivatori a tenere prezzi troppo alti che li sbattono fuori mercato”.

 

Parteciperete alla passeggiata contro il degrado di Viterbo Civica (leggi)?

“Assolutamente no”.

 

Perché?

“Perché sono stanco di coloro che si nascondono dietro al civismo per fare politica e disprezzano chi ci mette la faccia. E poi, come ho già detto a Lucio Matteucci, il dovere civico non significa fare le cose al posto di chi dovrebbe farle. Il ruolo di una forza civica, che poi in fondo è politica, è quello di essere un pungolo per gli amministratori e non quello di fare le cose al posto loro”.

 

 

800 Monastero
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
lafune_300 x 600
Jeep_Compass_apex_300x300_200
aiac_banner_01
Foto Fisioterapy Center
asvis 2
Onda
monastero interno
POST FB 01
Fune 300x300
Masicar300x300-optimize
domenicale post
TdP_Inalazioni