Il Sestante
Continua la discussione aperta da La Fune sul centro storico, attraverso una "Chiacchierata del Sestante" con il consigliere comunale Melissa Mongiardo.

“Caput mundi”, questo il nome del gioco, è infatti anche un invito a riflettere dal punto di vista storico e sociologico sulla Roma del malaffare politico-criminale, quello che il grande pubblico ha cominciato a conoscere con Romanzo Criminale e il processo di Mafia Capitale.

Tutto questo mi conduce a porre alcune domande al consigliere De Domincis. Domande che avevo già avanzato sulla sua pagina Facebook ma alle quali avrà dimenticato di rispondere.

Alle soglie della recente tornata per le amministrative, Ilvo Diammanti su Repubblica ricordava che in Italia “tutte le elezioni” hanno significato "politico nazionale" e che il voto negli oltre 1000 comuni italiani avrebbe rappresentato il più importante test per le forze politiche dopo il referendum costituzionale del 4 dicembre scorso.
di redazione

Qualche anno fa Umberto Eco scrisse che una delle cifre del nostro tempo, ma a ben vedere di ogni tempo, fosse l' “ossessione” o “sindrome” per la cospirazione, specie quella “fasulla” incarnata da “complotti talora cosmici”.

Nelle scorse settimane mi è piaciuto parlare soprattutto di attualità, ma questo martedì vorrei fare insieme a voi un'esperienza di segno diverso: quella di tuffarci in un mondo senza tempo, materiale eppure per certi versi irreale, che tutti abbiamo esplorato in una stagione ormai remota. Mi riferisco all'universo immaginifico dei "giocattoli", questi oggetti così apparentemente banali e infantili che, pure, sono stati via via considerati essenziali per la crescita di ciascuno di noi (e penso sia a grandi pedagogisti che a personaggi letterari come il nonno del piccolo lord, quell'arcigno Conte di Dorincourt secondo cui i giochi erano importanti perché volti a preparare "un ragazzo per quel grande gioco che è la vita").

Oggi voglio raccontarvi una storia che parte da lontano, nientemeno che dall'Antica Roma, per poi passare al Medioevo e, infine, giungere fino a noi, in particolare, grazie a una legge recentemente approvata dalla Regione Lazio.

Si è chiuso domenica il ballottaggio delle elezioni presidenziali francesi che, mai come in passato, ha catalizzato l'attenzione internazionale perché stavolta in gioco non c'era solo il futuro politico della Francia ma anche quello dell'Europa.

E poi, dopo tutto questo tempo, dovremmo aver capito che quei partigiani che si sono sacrificati per noi, evidentemente, lo hanno fatto proprio perché la Costituzione possa essere accettata da tutti per la sua intrinseca bontà, e mai più scritta con il sangue.

Perché non organizzare delle iniziative (informali, conviviali e senza insegne) nelle quali far incontrare le diverse sensibilità, spesso auto-relegate a insultarsi sui social, e parlare di "culture politiche"? La destra e la sinistra avranno pure fatto il loro tempo, ma le idee sottostanti ad esse esistono ancora, magari in forme più evolute o non del tutto consapevoli di sé. Diceva Gaber: "e pensare che c'era il pensiero". Vogliamo scoprire se... c'è ancora?

Il Sestante
















