27 gennaio, Giornata della Memoria. Con La Fune abbiamo deciso di dedicare un periodo di riflessione sulla Shoah e sulla memoria. Per questo abbiamo chiesto a diversi rappresentanti del tessuto sociale viterbese di intervenire. Pubblicheremo, di giorno in giorno degli scritti, appositamente realizzati.
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Regione Lazio, centrodestra dove sei? La domanda è quantomai legittima. Il calendario dice: mancano sei settimane al voto. Quarantadue giorni al momento in cui gli elettori entreranno nelle urne per barrare simboli e scrivere nomi. Tanto per le regionali quanto per le politiche. 
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Civita Castellana e Montefiascone in terza e quarta posizione, poi due viterbesi come supplenti. La rappresentanza della Tuscia per il Movimento 5 Stelle è tutta alla Camera dei Deputati. Al Senato la fanno da padrone i candidati di Roma e Guidonia.
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Anno 1890, nella zona del lago accade un fatto che finisce in breve sulla bocca di tutti. E in tanti, secondo le testimonianze dell'epoca, si recano a Onano, luogo dell'accaduto, per assistere in prima persona.
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Questa domenica, quella che segue il 27 gennaio e quindi il Giorno della Memoria, abbiamo deciso di riproporre una storia che "scovammo" nell'anno d'esordio de La Fune. Allora eravamo un piccolo giornale e questa storia finì sotto gli occhi di un numero di lettori limitato, rispetto a quello che La Fune è in grado di raggiungere oggi. Da questa constatazione la decisione di riproporre la storia di un viterbese finito nell'orrore dei lager. Buona lettura.
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Mario Viola, il viterbese eroe dei cieli che fece parte della storia dei mitici idrovolanti italiani. Gli anni Trenta del Novecento misero al centro delle società di allora tanti miti. Tra questi anche quello ardito della conquista del cielo, della velocità dei trasporti e della possibilità di raggiungere ogni parte del mondo volando.
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Un piccola pagina della seconda guerra mondiale è stata scritta anche nella frazione viterbese di Vallebona. Una storia dimenticata ma fatta di persone del posto che aiutarono sette soldati americani a nascondersi.
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L'alfabeto de La Fune, ogni settimana uno spazio dove rileggere quanto accaduto in sintesi e fare una risata. Lo abbiamo preparato con cura, sperando che possa accompagnare con ironia e piacevolezza la vostra domenica. Buona lettura.
Alfabeto
Durante una recente trasmissione televisiva, Gene Gnocchi ha affermato che il maiale che girava per Roma si chiama Claretta Petacci, paragonando dunque un nobile e utilissimo animale alla donna che fu uccisa soltanto perché amante di Benito Mussolini. Una battuta infelice e inutilmente offensiva che il comico di Parma avrebbe fatto assai meglio ad evitare
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I sondaggi vedono un paese spaccato in tre. Sul sito di Youtrend potete trovare anche la supermedia dei vari sondaggi.
elezioni

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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