“Un passo verso matrimonio e adozioni”

“Un passo verso matrimonio e adozioni”

Intervista allo psicologo Stefano Scatena che domani, giovedì 16 gennaio, interverrà alla I commissione consiliare a nome di un gruppo di psicologi a sostegno del Registro per le coppie di fatto. Poi aggiunge: "Chi è contrario sotto sotto è convinto che l'omosessualità sia un deficit, quindi sotto sotto c'è del razzismo"

ADimensione Font+- Stampa

“Hanno ragione coloro che non lo vogliono: il registro delle coppie di fatto è l’anticamera del matrimonio e dell’adozione per le coppie omosessuali”. Lo è almeno concettualmente. Parola di Stefano Scatena, delegato da alcuni psicologi viterbesi a parlare giovedì mattina durante la commissione consiliare aperta presieduta da Melissa Mongiardodedicata all’istituzione delle coppie di fatto.

 

Andiamo per gradi, perché è così convinto che sia un bene il registro per le coppie di fatto?

L’eventuale approvazione del Registro da parte del Comune di Viterbo avrebbe un alto valore simbolico. Non è una cosa da poco, la simbologia è molto importante. Approvandolo le coppie di fatto avrebbero la consapevolezza di essere considerate in quanto tali dall’amministrazione, non è una cosa da poco. Per le persone che vivono in coppie di fatto sarebbe un riconoscimento della loro esistenza, in tanti vivrebbero più serenamente e di questo ne gioverebbe anche la società.

 

Però il registro per le coppie di fatto sembra davvero servire poche coppie in Italia..

Certo, come ho detto, la sua importanza sta nel suo alto valore simbolico. E poi è un passo importante anche se poi in pochi ne usufruirebbero.

 

Un passo verso dove?

Verso il matrimonio e le adozioni anche per le coppie dello stesso sesso.

 

Andiamo ancora per gradi, sul matrimonio le persone contrarie dicono che la natura parla per loro: la famiglia è fatta da un uomo e una donna..

Non è vero, in natura c’è anche altro. In natura non esiste solamente il modello cattolico di famiglia. E soprattutto il matrimonio per le coppie gay estenderebbe i diritti non li toglierebbe alla famiglia tradizionale. Quindi non vedo dove stia il problema..

 

Per quanto riguarda le adozioni? Chi non vuole che le coppie tra persone dello stesso sesso adottino bambini dice che la motivazione è scientifica: un bambino per crescere bene ha bisogno di un madre e un padre. 

Chi sostiene che studi dimostrino questo dice il falso. Le ricerche dell’American Psychiatric Association e l’Ordine nazionale degli psicologici dicono essattamente il contrario. Sono due realtà ufficiali molto importanti che hanno dimostrato che un bambino non viene destabilizzato da due genitori dello stesso sesso.

 

Quindi chi dice il contrario perché lo fa? Ha paura che i bambini poi diventino gay pure loro?

Sì, esattamente. Studi dicono che la paura è proprio quella, ma anche qui le ricerche dimostrano che è un falso e che l’incidenza di omosessualità in un figlio cresciuto con una coppia gay è del 5%, la stessa percentuale che si riscontra tra bimbi educati da coppie etero.

 

C’è chi ha dato dei razzisti a quelli che si battono contro il registro e in generale contro i diritti per le coppie gay, da un punto di vista tecnico è così? Lo sono a loro insaputa?

Alla base dei loro ragionamenti c’è la convinzione che l’omosessualità sia un deficit, quindi sotto sotto c’è del razzismo anche se chi sostiene queste tesi non lo direbbe mai. La definizione di omofobi però è più corretta.

 

È un dibattito avvilente?

No, sono contento che si sia aperto in città, è un dibattito che serve. Spero che si rendano conto che la famiglia che vogliono difendere è solo nella loro testa. Vorrei che aprissero la finestra e che guardassero di fuori: è già pieno di coppie di fatto e di coppie gay con figli.

 

 

PS (o NdR che dir si voglia)

Sono tre giorni che da La Fune tentiamo di intervistare Carla Vanni del Comitato Sì alla Famiglia, ma per volontà non nostra non ci siamo ancora riusciti.