Talete, il giorno delle verità. La politica farà il suo dovere?

Talete, il giorno delle verità. La politica farà il suo dovere?

Momenti cruciali per il destino di Talete. La società di gestione del servizio idrico naviga in un mare di debiti: 20 milioni di euro in dieci anni. Per uscire dal guado c'è bisogno di una rotta precisa, buona volontà, poche guerre tra partiti e sacrifici.

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E’ il giorno dell’assemblea dell’Ato, un momento cruciale per i destini della società di gestione idrica Talete. Il clima non è dei migliori. Si arriva all’incontro di oggi con due note importanti già apparecchiate, nelle ultime ore, sul tavolo. E l’incertezza che ci siano i numeri per poter tenere la seduta.

Da una parte il documento firmato da sette sindaci di area Partito Democratico, che lanciano un appello a tutti gli altri: “Salviamo Talete”. E propongono di abbracciare il Parca, il piano di risanamento aziendale presentato dal nuovo presidente dell’azienda Stefano Bonori.

La nota – firmata da Leonardo Michelini (Viterbo), Gianluca Angelelli (Civita Castellana), Angelo Cappelli (Capranica), Luciano Cimarello (Montefiascone), Mauro Mazzola (Tarquinia) e Aldo Maria Moneta (Canepina) – traccia una rotta precisa: sì al Parca, anche alla sua parte più scomoda (leggi ricapitalizzazione di 4 milioni di euro) e sì all’aumento tariffario del 27% (circa 20 euro in più all’anno per una famiglia media di tre/quattro persone).

Aumento che servirà per aggredire il debito pregresso in cui sta affondando la società. Parliamo di circa 20 milioni di euro in dieci anni. Debito che ha portato anche al pignoramento di un conto corrente da parte del fornitore dell’energia elettrica, che vanta crediti importanti.

I democratici entrano a gamba tesa verso gli altri sindaci: “Prendiamoci le nostre responsabilità”. Nei giorni scorsi erano stati i sindaci del centrodestra che erano entrati sull’argomento, puntando il dito sulla latitanza della Regione Lazio sul fronte commissariamento dei comuni che ancora non sono entrati in Talete, azione prevista dalla legge.

Intanto dalla Regione hanno fatto sapere che la Pisana sarà vicina alla Tuscia nella gestione dell’emergenza arsenico, stanziando 15 milioni di euro per la manutenzione dei costosissimi impianti di dearsenificazione. Una soluzione che rischia di rappresentare un vero e proprio salasso economico.

L’altro documento importante di queste ore è la lettera inviata a Regione, Provincia, Talete e tutti i sindaci e firmata da 120 lavoratori. Tutti riuniti sotto la consulenza legale dell’avvocato Massimo Pistilli. Una lettera che in realtà è una diffida verso tutti i soggetti che possono cambiare lo stato delle cose con le decisioni da prendere all’interno dell’assemblea dell’Ato. Una lettera dura dove si racconta cosa è accaduto negli ultimi dieci anni dentro Talete.

Non rimane che attendere.