Scatena: “Le lacrime del compagno di Dalla per riflettere sui matrimoni gay”

Scatena: “Le lacrime del compagno di Dalla per riflettere sui matrimoni gay”

Registro delle coppie di fatto nella città dei Papi, il tema è di quelli complicati. Lo psicologo Stefano Scatena invita a un'accurata riflessione raccontando un aneddoto che tira in ballo la storia di Lucio Dalla e del suo compagno Marco.

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Mentre in città monta il dibattito sull’opportunità per il Comune di Viterbo di istituire o meno il registro delle coppie di fatto lo psicologo viterbese Stefano Scatena racconta un aneddoto che invita a una riflessione forte sul delicato argomento.

Riflessione che precede l’intervento di Scatena all’audizione prevista per la mattina del 16 gennaio all’intero della sala del consiglio comunale. Appuntamento voluto dall’amministrazione Michelini per ascoltare la voce di cittadini e associazioni sul delicato argomento.

Tutto risale a Caffeina 2013, per precisione alla serata che ha visto protagonista Roberto Vecchioni. Con lui Marco Alemanno, più noto come il compagno di Lucio Dalla. Scatena ha modo di cenare al tavolo con i due.

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” Mi ha raccontato, con le lacrime agli occhi, che alla morte di Dalla lui non contava più niente. Tutto quello che aveva a casa di Lucio ha dovuto lasciarlo lì e tutte le cose se le sono prese i parenti del grande cantautore”, il racconto di Scatena ai microfoni della trasmissione radiofonica Sbottonati, in onda su Radio Verde. Un fatto tirato fuori dallo psicologo viterbese per invitare a una riflessione attenta sul delicato tema dei diritti delle coppie omosessuali.

“E’ una cosa incredibile – ha continuato Scatena – la sofferenza che l’attuale situazione legislativa sul tema del matrimonio può determinare. Questo ragazzo, che con Dalla ha avuto un rapporto d’amore profondo, a causa della morte prematura dell’artista ha dovuto subire sofferenze e conseguenze che vanno ben oltre al già difficile lutto. E’ un aneddoto che reputo importante condividere per far capire a tutti che questo argomento riguarda ognuno perché un domani anche qualcuno di noi potrebbe avere un figlio omosessuale costretto a subire una simile situazione. Bisogna lottare per i diritti di tutti”.