Rotelli (Fdi): “Voucher per l’innovazione.  Ennesimo flop”

Rotelli (Fdi): “Voucher per l’innovazione. Ennesimo flop”

"Il bando per accedere ai voucher per la digitalizzazione delle piccole e medie imprese rischia di diventare l’ennesimo flop e l’ennesima delusione per chi ha scelto di puntare sull’innovazione come strumento per far crescere la propria azienda". Così il candidato alla Camera per il centrodestra Mauro Rotelli.

ADimensione Font+- Stampa

“Il bando per accedere ai voucher per la digitalizzazione delle piccole e medie imprese rischia di diventare l’ennesimo flop e l’ennesima delusione per chi ha scelto di puntare sull’innovazione come strumento per far crescere la propria azienda”. Così il candidato alla Camera per il centrodestra Mauro Rotelli alle elezioni del 4 marzo.

“Al bando – continua Rotelli -, come ricordato dal Presidente nazionale di CNA Daniele Vaccarino e come ribadito dalla segreteria provinciale Luigia Melaragni, hanno partecipato oltre 90mila imprese a fronte di uno stanziamento di 100 milioni di euro che rischia di vanificare lo sforzo di progettazione messo in campo da un’intera generazione di imprenditori riducendo il contributo a poco più di 1000 euro per proposta.

Non è così che possiamo immaginare di rilanciare il tessuto delle imprese, nella Tuscia e nel paese. Non è così che possiamo immaginare di fare innovazione. L’innovazione deve essere l’asse strategico attorno a cui disegnare un futuro diverso.

Un futuro prossimo in cui dobbiamo saper favorire il cambiamento con politiche di ampio respiro e che rispondano a una visione di lungo periodo in grado di leggere le opportunità su scala internazionale.

In questi giorni di campagna elettorale, nei tanti incontri fatti con imprenditori e associazioni di categoria, ho raccolto una grande energia e una altrettanto grande disponibilità a cominciare a pensare insieme la Tuscia del futuro che deve crescere intorno alle ricchezze e alle eccellenze che abbiamo saputo conservare e costruire nel tempo.

Nessuno ha chiesto sostegno economico ma tutti hanno sottolineato l’importanza di fare sistema. Di condividere idee e progetti. Di fare innovazione cominciando a cambiare il nostro modo di pensare. Se questi sono i segnali che arrivano dal governo nazionale, io penso che dobbiamo andare in direzione opposta.

Di occasioni perse sulla via del cambiamento ne abbiamo viste fin troppe. Cominciamo invece seriamente a costruire quella rete di confronto di cui abbiamo assolutamente bisogno e per la quale mi dico, fin da subito, disponibile”.

Decarta racconta la Tuscia