Rossi: “Il primo problema è il lavoro, non la sporcizia. Non siamo a Napoli”

Rossi: “Il primo problema è il lavoro, non la sporcizia. Non siamo a Napoli”

“La battaglia sull’immondizia è una battaglia piccolo borghese. Il primo problema è il lavoro, non siamo a Napoli. Un altro grande problema sono gli uffici pubblici"

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IMG_9163Lavoro e uffici pubblici, ecco quali sono i veri problemi secondo Filippo Rossi. Non la sporcizia. “La battaglia sull’immondizia è una battaglia piccolo borghese. Il primo problema è il lavoro, non siamo a Napoli”. Sono le parole che Filippo Rossi,  intervistato dal giornalista Carlo Galeotti, ha detto dal palco della Convention di Viva Viterbo, che si è svolta ieri pomeriggio presso la Sala Gatti. Rossi ha smorzato alcune polemiche e ha rilanciato su altre priorità della città. “Se il problema reale fosse la sporcizia, sarei contento, ma siccome siamo nel deserto – ha aggiunto – dobbiamo creare ricchezza e lavoro, se no a che serve pulire? Poi se devo dirla tutta la città è più pulita, lo spazzamento funziona meglio di prima, è la differenziata che non va”.

Una stoccata, pesante, sugli uffici pubblici. “Lavorano in centinaia negli uffici pubblici, che però non funzionano. Se gli chiedi di fare un sito internet non sono capaci. La burocrazia è un vero problema, servirebbe un city manager che faccia da raccordo tra politica e uffici”.

Rossi si è soffermato anche sul ruolo che ha Viva Viterbo nella maggioranza. “Cerchiamo di far approvare le nostre idee anche se spesso c’è incomunicabilità tra noi. Quel che noi riteniamo importante per loro è una fesseria, e viceversa. Se però la nostra presenza in maggioranza può essere utile ad ottenere anche poche cose noi siamo contenti. Certo è difficile stare in una maggioranza dove ci si comporta come se fosse un governo monocolore e le decisioni sono prese altrove (il riferimento è a Fioroni, ndr)”.

Infine anche una piccola lezione di politica Vivaviterbina. “Io accetto le critiche dei giornali e non li attaccherò mai perché criticano, fanno il loro lavoro. Mi limito a non rispondere a chi mi attacca”. In democrazia, però, si dovrebbe rispondere alle domande di tutti, non sono dei giornali considerati amici.