Padre Maurizio Boa (ex parroco del Murialdo), la sua lettera dall’inferno dell’ebola

Padre Maurizio Boa (ex parroco del Murialdo), la sua lettera dall’inferno dell’ebola

E' stato per diversi anni parroco della chiesa del Murialdo a Viterbo. Tanti giovani viterbesi di oggi sono cresciuti al suo catechismo e gli hanno voluto bene. Oggi è in Sierra Leone, nell'inferno di ebola. I viterbesi che possono diano qualcosa per sostenere questa importante battaglia.

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padre Maurizio

Questa è la storia di un prete “di guerra”. Lo è sempre stato padre Maurizio Boa, anche quando era in l’Italia. Oggi in Sierra Leone, la sua casa da vent’anni, combatte contro l’ebola.

Combatte guardando negli occhi tutti, considerando tutti e amandoli. Come quando faceva catechismo ai ragazzi del Murialdo di Viterbo e aiutava le famiglie più disagiate. La pagina facebook di questo sacerdote fa venire i brividi. E’ dentro un inferno bello e buono, ed è lì perché vuole confermare l’esistenza del paradiso. Il paradiso di qualcuno che ti porta da mangiare, anche se sei malato d’ebola. Di chi ti offre una spalla su cui piangere la scomparsa di un amico o di un familiare malato.

In queste ore ha pubblicato una lettera dall’Africa, una lettera dalla Sierra Leone devastata dal virus. Abbiamo deciso di pubblicarla perché padre Maurizio lo conoscono in tanti a Viterbo. E in tanti lo hanno amato, quando era parroco del Murialdo, e continuano a volergli bene. A questi, ma anche a tutti gli altri chiediamo di sostenere quanto lui e altri uomini e donne come lui stanno facendo in Sierra Leone.

E’ possibile fare qualcosa con un bonifico a favore di Murialdo World Onlus (IBAN IT 17 E076 0103 2000 0100 1330 032).

 

LA LETTERA DI PADRE MAURIZIO BOA

“Carissimi, con queste parole vi voglio ringraziare tutti per la comunione e la solidarietà concreta e veramente impensata, con cui seguite la situazione difficile che stiamo vivendo in Sierra Leone.  Non vi sembri strano che vi chieda di unirvi a me per un momento di preghiera, vi ringrazio per questo, desidero che sentiate la mia presenza in mezzo a voi e la presenza di Dio.

Abbiamo bisogno di vivere la presenza di Dio, la sua volontà di bene e il suo amore salvifico.
Il nostro è un Dio amante della vita e fonte della gioia.A lui ci rivolgiamo in questo momento di grave sofferenza di una intera nazione. Ancora non vediamo barlumi di speranza, anzi le nude cifre parlano di incremento del contagio e della morte.

Oggi Ebola colpisce ad una velocità 9 volte maggiore di due mesi fa. Soprattutto nelle aree periferiche rurali, Waterloo, Morabie con 12 nuovi casi ogni giorno, all’inizio settembre erano 1,3. E in Freetown, la capitale, si registra un aumento di casi 6 volte maggiore di due mesi fa. L’urlo continuo delle sirene delle ambulanze è un monito ad essere attenti, prudenti, ma ci dice anche che la morte è tutta intorno a noi.

5.000 persone sono morte e 10.000 almeno sono state infettate. Le strutture sanitarie sono al collasso; mancano posti letto, malati di ebola giacciono all’aperto nei cortili dei centri sanitari. Quando li ho visti mi sono detto che è disumano morire così. Molta gente non lavora più, non guadagna, è in quarantena, non può uscire dalle case, ma ha ugualmente bisogno di nutrirsi per vivere o sopravvivere. Ho conosciuto in questo periodo una sorprendente, impensabile generosità di tanti amici, anche di gente che non mi conosce, ma che vuole ugualmente partecipare alla gara di solidarietà per la salvezza di tante persone. Soprattutto i bambini; il 20% dei malati di ebola sono bambini; scuole chiuse, essi sono confinati in casa, invitati a non giocare con gli altri amici con cui prima condividevano la gioia del gioco e la vita, perché il nemico è invisibile, è pronto a colpire dove meno te lo aspetti. Che il contagio si fermi!

Per questo la nostra preghiera e per questo gli sforzi continui di tanta gente di buona volontà che mette a repentaglio la propria vita per la salvezza altrui. Medici, infermieri, a loro la nostra ammirazione e il nostro grazie. Il loro sacrificio non sia vano.

O Dio Padre nostro, amante della gioia e fonte della vita, ci rivolgiamo con fiducia a te in questi giorni di difficoltà per questa nostra amata nazione. Stiamo soffrendo, stiamo morendo e non sappiamo perché. Un nemico invisibile e letale si è insinuato in mezzo a noi. Noi non possiamo niente contro di lui, ma tu lo vedi, Signore, tu lo conosci, tu sei più forte di lui. Aiutaci a sconfiggerlo. Vedi quanta gente di buona volontà è disponibile a donare la propria vita, il proprio tempo, le proprie risorse per lottare contro; fa’ che tutto questo sforzo non sia vano, che questo grande, collettivo gesto di amore sia più forte della forza della male e ci porti ancora a vivere nella gioia e a lottare insieme per un mondo migliore.

Sotto la tua protezione troviamo rifugio, o Santa Madre di Dio. Ascolta la nostra preghiera nelle necessità, e liberaci sempre da tutti i pericoli, Vergine gloriosa e benedetta.
Amen”.