Michelini è il Gattopardo al contrario: “Cambiare niente affinché tutto cambi”

Michelini è il Gattopardo al contrario: “Cambiare niente affinché tutto cambi”

Il sindaco ha detto che in cinque giorni avrebbe risistemato le cose all'interno della maggioranza. Un tempo breve che lascia ipotizzare anche un lavoro da fare piuttosto breve: "Cambiare nulla affinché tutto cambi".

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insogna consiglio“Dobbiamo cambiare tutto affinché non cambi niente”, è la storica frase del Gattopardo. Ma a Viterbo anche questa massima potrebbe essere rigirata. Come? Dall’impostazione Michelini del Comune: “Cambiare niente affinché tutto cambi”.

In questi giorni si sono riaccesi i bollori all’interno della maggioranza. Talmente presenti nelle viscere dei vari gruppi che compongono questa amministrazione da essere venuti a galla d’un colpo. Tipo eruzione vulcanica. Prima il gruppo di ‘Oltre le mura’ con Maurizio Tofani che sbotta in consiglio comunale e apre una linea di richieste precisa: “Più coinvolgimento dei consiglieri. Non è possibile trovarsi in commissione e in consiglio a dover votare cose che non si conoscono”. Poi la terra ha tremato in coincidenza della faglia tettonica che tiene uniti i continenti del Partito Democratico e di Viva Viterbo. Continenti alla deriva, ma ancora insieme.

E’ bastato un “cinguettio” di Alessandro Pepponi, vicepresidente (oggi dimessosi, in seguito a questa vicenda) di Viva Viterbo, per scatenare l’inferno. Il Pd si è innervosito forte, fino a formulare una precisa richiesta al primo cittadino: “Tienili pure in maggioranza, ma fuori dalla giunta”.

In tutto questo si riacuisce la vicenda Francesco Moltoni. Di ieri la notizia che sarebbe ai ferri corti anche con ‘Oltre le mura’, mentre le sue vibrazioni sono sempre più in sintonia con quelle di Goffredo Taborri. Il comunicato a gamba tesa di Melissa Mongiardo, con cui la stessa rivendica l’orgoglio di essere di sinistra e di un’amministrazione di sinistra, ha risvegliato nostalgie destroidi nei due in maniera palese, e in altri in modi più intimistici.

Un gran casino, un turbine di richieste, che poi alla fine saranno cannibalizzate dal “gattopardismo inverso” che caratterizza la filosofia, piuttosto Zen, del sindaco: “Cambiare niente affinché tutto cambi”. E con molta probabilità accadrà questo. Anche se si parla della riduzione della giunta a sei assessori, anche se si parla di invertire le deleghe Urbanistica e Lavori Pubblici tra Ricci e Saraconi. Una roba che, qualora venisse attuata, servirebbe probabilmente più a fare casino che ad altro.

Unica modifica che ci sembra più probabile riguarderebbe un possibile cambio della guardia all’interno di Sel. Sempre più forti le voci di Raffaella Valeri giunta al capolinea, con Paolo Moricoli pronto a salire in sella della giunta. Non credevamo neanche a questo, ma vedere ieri sera intorno alle 20.40 il sindaco e Moricoli chiudere insieme la porta del Comune qualche curiosità in più ce l’ha fatta venire.