Michelini: “Alla Saraconi ho affidato una delega strategica al recupero periferie. Vannini? Un colpo di sole positivo”

Michelini: “Alla Saraconi ho affidato una delega strategica al recupero periferie. Vannini? Un colpo di sole positivo”

Leonardo Michelini racconta le scelte fatte su Saraconi-Ricci e sulla nomina del nuovo assessore Andrea Vannini.

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VDI_5528 (1)“Alla Saraconi ho affidato deleghe importanti e anche una strategica che ha a che fare con il recupero delle periferie. Vannini? Un colpo di sole, mi auguro, positivo”, così Leonardo Michelini tocca i due temi più caldi dell’affare “rimpasto” o “rimpastino”.

Passata la burrasca, o almeno così pare dentro la maggioranza. Anche se la sensazione è che lo scontento covi sotto la cenere, aspettando nuovo ossigeno per tornare fuoco. Abbiamo intervistato il sindaco di Viterbo per uno scambio sulle nuove deleghe di Raffaella Saraconi, che non è apparsa troppo felice delle scelte fatte, e su la scelta della new entry Andrea Vannini.

Come è la situazione, tutto tranquillo?

“Ho la sensazione di sì, mi fa piacere che si sia rimessa in pista la macchina”.

Non tutti hanno gradito le scelte che ha fatto. Abbiamo letto alcuni articoli sulla Saraconi non proprio felice. C’è un clima di terrore dentro la maggioranza?

“Si tratta sempre di espressioni che vanno prese nella contestualizzazione del momento. La Saraconi ha un bellissimo assessorato, con competenze nuove non ancora comprese in pieno. Al centro c’è la partita del recupero delle periferie urbane. Proprio al recupero delle periferie c’è una parte dell’agenda Renzi importante. C’è tutto un lavoro di Renzo Piano in atto nel Paese. Credo che le nostre periferie hanno urgenza di essere riqualificate, perché negli ultimi 50 anni si è pensato solo a costruire senza guardare ai servizi. L’architetto Saraconi può dare su questo fronte un contributo più specifico di Alvar0 Ricci”.

E la scelta di Vannini? C’era coì bisogno di nominare un nono assessore?

“Mi prendo la responsabilità del nono assessore, ha voluto introdurre un modo diverso di affrontare temi molto sentiti. Mi riferisco in primis ai rifiuti, ma anche agli altri servizi. Un comparto che pesa 11 milioni di euro sulle casse del Comune, valeva la pena mettere una persona che si interessa di questo. A mio avviso Vannini è l’uomo giusto”.

Ha messo un esterno a gestire i servizi perché aveva paura dei partiti?

“No, assolutamente. I partiti sono importanti. Devono condizionare il programma, l’indirizzo dell’amministrazione, le scelte strategiche. Su Vannini ho avuto un colpo di sole e ho pensato di individuare una figura tecnica per un incarico delicato. Mettere un esterno è positivo. Bisogna trovare un equilibrio tra politica e operatività. La politica non può sempre gestire le cose tecniche. Questo è un settore dove bisogna fare bene le cose”.