Le risposte di Zingaretti alle domande di Viterbo Civica

Le risposte di Zingaretti alle domande di Viterbo Civica

Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti ha inviato a Viterbo Civica le risposte alle domande consegnate nell'incontro di piazza della Morte, Viterbo.

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matteucciINCONTRO COMITATO CIVICO / DOMANDE & RISPOSTE.

 

1)DOMANDA DI VITERBO CIVICA: Non ci stiamo a diventare la discarica del Lazio, già accogliamo i rifiuti di Rieti e di Civitavecchia e grazie ai vostri accordi dobbiamo stoccare anche parte dei rifiuti romani. Adesso si prospetta di istallare anche una discarica di rifiuti speciali, noi siamo stanchi perché stiamo pagando un contributo troppo alto, sappiamo che speciali è solo un sinonimo per non dire tossici. Non potete trasformare la Tuscia, il polmone verde del Lazio, in una discarica. È già penalizzata pesantemente da servitù militari (cnbc lago di Vico e Monteromano).

RISPOSTA: È in corso, come previsto dalla normativa, la valutazione della richiesta di autorizzazione che terrà conto di tutte le obiezioni pervenute, delle caratteristiche del territorio e della conservazione della sua qualità ambientale. In particolare: 1. La Società DE.GA.TER. S.r.l. ad agosto 2012 ha richiesto procedura integrata do Valutazione impatto ambientale (VIA) – Autorizzazione integrata ambientale (AIA) per realizzare una discarica rifiuti speciali non pericolosi nel Comune di Viterbo, loc. Pian del Casalone – Valle dei Pozzi in area attualmente adibita ad attività estrattiva dal 2009. 2. Nel corso dell’iter istruttorio sono pervenute osservazioni da parte della Provincia di Viterbo, del Comune di Vetralla, di alcune aziende agricole della zona, del Comitato Amici e Residenti della zona Cinelli, nonché da parte di privati cittadini. 3. Dall’esame della documentazione tecnica presentata dalla società sono emerse criticità per le quali l’Area V.I.A. ha richiesto e ottenuto integrazioni: p.e. elaborati progettuali timbrati e firmati in originale, studio di impatto acustico e qualità delle acque sotterranee, monitoraggio livello delle acque sotterranee almeno per 1 anno, studio viabilità esistente, recupero finale della discarica, coerenza con criteri previsti dal Piano Regionale dei Rifiuti, progetto di coltivazione e recupero della cava e interferenza con discarica prevista. L’istruttoria della documentazione aggiuntiva pervenuta è tuttora in corso. 4. In data 18/08/2014 è stato acquisito un nuovo parere contrario dalla Provincia di Viterbo.

 

2)DOMANDA DI VITERBO CIVICA: Il depuratori che servono la nostra città non sono funzionanti, quello di Viterbo in particolare con i liquami e le acque reflue, arrivano direttamente sul litorale di Tarquinia con gravissimi danni per l’economia del territorio, centinaia di famiglie (anche di Bolsena) rischiano il posto di lavoro. A chi spetta la sostituzione visto che il comune di Viterbo da solo non è in grado di far fronte a questa spesa?

RISPOSTA: A servizio del Comune di Viterbo vi sono ad oggi 7 impianti di depurazione urbana: 1. Depuratore Strada Bagni – il più grande (capacità 30.000 abitanti equivalenti), funzionante ma da ottimizzare, a tal fine nel 2008 la Regione ha concesso al Comune un finanziamento (DGR 668/2007) tuttora non utilizzato per l’ampliamento fino a 60.000 a/b previa approvazione del progetto, che ad oggi non risulta pervenuto per problematiche dello stesso Comune relative alla necessaria variante urbanistica; 2. Depuratori Bagnaia Est e Ovest – funzionanti ma da ottimizzare (capacità complessiva 5.000 ab/eq,), per i quali il Comune sta realizzando opere di efficientamento con incremento di reflui destinati depuratore Strada Bagni (il quale potrà trattare tali volumi aggiuntivi solamente a seguito dell’ampliamento suddetto); 3. Depuratori di S.Martino al Cimino, Tobia e Carcarelle – funzionanti con capacità complessiva di circa 1.800 ab/eq; 4. Depuratori Fassello e Rocca Alvicce – realizzati da Talete nel corso dell’ultimo anno e funzionanti con capacità complessiva di circa 2.000 ab/eq. Altri depuratori urbani e industriali sono dislocati nel territorio del viterbese, tra di essi anche quello a servizio dell’area del Lago di Bolsena, gestito dalla società CO.BA.L.B., che costituisce ad oggi una criticità perché piuttosto datato. A tale proposito: 1. Nel mese di settembre 2014 verrà emanato un bando per il finanziamento di opere infrastrutturali anche di tipo idraulico, nel cui ambito si potrà valutare la risoluzione di problematiche connesse al depuratore (sostituzione delle pompe usurate).  2. Ma la Regione su questo tema ha già contribuito con due interventi urgenti finanziati ed in parte realizzati direttamente (anche con somma urgenza) per un totale di circa € 450.000 – tutti completati – destinati alla manutenzione straordinaria, alla fornitura e sostituzione delle elettropompe, all’adeguamento dei quadri elettrici e dei gruppi elettrogeni, alla fornitura e sostituzione di centraline per l’automatismo dei gruppi elettrogeni.

 

3) DOMANDA DI VITERBO CIVICA: Nei nostri comuni si continua a distribuire e a bere acqua all’arsenico, siamo fuori da ogni parametro europeo, l’unica regione italiana a non essersi adeguata. Che cosa dobbiamo ancora aspettare per avere l’acqua potabile? Dal 31/12/2012 gli acquedotti dei paesi della provincia dovevano essere chiusi come prescrive la legge. (quindi possiamo tranquillamente dichiarare inagibili tutte le case del Viterbese)

RISPOSTA: La Regione si è attivata per risolvere l’emergenza arsenico con la consegna dei dearsenificatori nei territori interessati per garantire il pieno rispetto dei parametri di qualità delle acque destinate al consumo umano e ponendo le basi per la soluzione strutturale del problema. Le tappe: 1. Interventi per la potabilizzazione delle acque nell’Ambito Territoriale Ottimale n.1 Viterbo gestiti direttamente dalla Regione con un investimento di 9,6 milioni di euro. Installati i dearsenificatori su 34 impianti, ricadenti in Comuni aderenti al gestore Unico dell’ATO 1 Talete ed in Comuni non aderenti a Talete, al fine di trattare le fonti idropotabili che presentano una concentrazione di arsenico superiore a 20 mcg/l. 2. Ad oggi gli impianti risultano tutti ultimati, ad eccezione di 4 impianti comunque caratterizzati da concentrazioni di arsenico inferiori a 20 mcg/l e quindi con scadenza della deroga fissata al 31/12/2014. Si tratta degli impianti Grotte di Castro e Mazzano Romano 1 che termineranno nel mese di settembre p.v. e degli impianti Bagnoregio e Mazzano Romano 2 che invece risultano in ritardo per problemi nell’acquisizione del parere della Soprintendenza Archeologica e del progetto esecutivo da parte dell’Appaltatore, nonché per la presenza di terreno di risulta nelle aree interessate. 3. Tra febbraio-marzo u.s. la Regione Lazio ha avviato il trasferimento degli impianti realizzati al gestore unico dell’ATO 1 – Talete e ai Comuni interessati nel caso di gestioni dirette, con esito positivo per gli impianti gestiti da Talete (Capranica, Castel Sant’Elia, Civita Castellana e Nepi) e dai Comuni Ronciglione e Tuscania. E’ stata già trasmessa a Comuni e gestore Talete tutta la documentazione necessaria per la presa in carico degli impianti, nonché richiesto all’ASL di Viterbo di verificare il funzionamento degli impianti che presentano concentrazione di arsenico in uscita conformi alle previsioni di legge, mediante l’effettuazione di analisi sulla qualità delle acque in entrata ed in uscita da tali impianti. 4. A fronte problemi dei problemi operativo-gestionali e finanziari relativi alla presa in carico da parte di Talete e dei Comuni dei restanti impianti, la Regione Lazio ha avviato e finanziato per 2,7 milioni di euro interventi di affiancamento al gestore per un periodo di 6 mesi. 5. Lavori in corso per la II fase: la Regione Lazio sta realizzando direttamente una II° fase di interventi mirati a trattare le fonti idropotabili che presentano una concentrazione di arsenico compresa tra 10 e 20 mcg/l, destinando € 10.620.000 a n.27 impianti ricadenti in Comuni afferenti all’ATO 1 Talete e € 9.075.000 a n.22 impianti in Comuni non afferenti a Talete. I lavori risultano consegnati per il 90% dei siti previsti in progetto con un avanzamento fisico dei lavori pari al 30%. 6. Nella nuova programmazione dei Fondi Europei inserito un intervento per la soluzione definitiva del problema, finanziato con 50 milioni di euro, con l’obiettivo di ridisegnare la rete acquedottistica regionale per consentire l’adduzione nell’area di Viterbo di acque prive di arsenico.

 

4) DOMANDA DI VITERBO CIVICA: Sui nostri monti, rinomati per la bontà delle nocciole e delle castagne, l’uso incontrollato dei pesticidi da parte di alcuni agricoltori con pochi scrupoli a discapito di chi segue le regole, sta mettendo a dura prova l’ecosistema collinare. Che cosa dobbiamo aspettare per avere delle normative concrete che disciplinino l’uso dei pesticidi?

RISPOSTA: Il problema è l’utilizzo massiccio di pesticidi (scarsamente efficaci) per contrastare la diffusione del Cinipide (un insetto parassita che distrugge la produzione di castagne). In via ordinaria, la Regione delega alle Asl con ausilio di Guardia Forestale i controlli sul corretto utilizzo dei prodotti fitosanitari (pesticidi). Vista la situazione di emergenza, abbiamo avviato due procedimenti aggiuntivi: 1. con Arsial e l’Università della Tuscia stiamo sperimentando sistema di abbattimento Cinipide attraverso l’introduzione di un insetto antagonista chiamato Torymus. Sperimentazione a Caprarola e nella Casa dell’Agricoltura che aprirà l’11 settembre a Viterbo (che ospiterà uno spazio dedicato alla ricerca); 2. la Provincia di Viterbo in accordo con Assessorato regionale all’Agricoltura e Università della Tuscia ha allestito un programma di assistenza tecnica ed educazione rivolto agli agricoltori per l’utilizzo corretto prodotti fitosanitari nel settore del Castagno. 5) Risanamento delle acque di superficie ed in particolare delle acque che servono per l’approvvigionamento idropotabile si chiede di rivedere la delibera che la riporti alle norme vigenti. Su un tema così delicato è importante non creare allarmi. Da recenti, accurati, esami, le acque dei due principali bacini lacustri della provincia di Viterbo (Vico e Bolsena) presentano un giudizio di qualità ecologica buono, sono balneabili e utilizzabili come acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile. Valutazione positive sono state riscontrate anche per quanto riguarda le acque del litorale. In particolare: LAGO DI VICO: 1. Le acque del lago di Vico sono sottoposte al monitoraggio per la classificazione dello stato di qualità ambientale ai sensi del D.Lgs 152/2006 e del D.M. 260/2010, con punto di prelievo nel comune di Caprarola che, per gli anni 2011-2013 ha mostrato un indice di qualità ecologica buono (dati su monitoraggi Arpa Lazio) e in termini di qualità chimica sono stati riscontrati superamenti del parametro arsenico.  2. Le acque del lago di Vico sono balneabili ai sensi del D.Lgs.116/2008 e del Decreto attuativo 3003/2010 e per l’anno 2014 sono risultate di qualità eccellente, inoltre sono presenti due punti di monitoraggio per il rilevamento di cianobatteri potenzialmente tossici.  3. Con D.G.R. 43 del 15/02/2013 è stata aggiornata la classificazione delle acque del lago di Vico ai sensi dell’art. 80 del D.Lgs.152/06 come acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile, a seguito del monitoraggio di Arpa Lazio.  4. Con Deliberazione della Giunta Regionale 11 aprile 2003 n° 317 il Lago di Vico è stato designato area sensibile ed è stato delimitato il relativo bacino drenante, ai sensi della direttiva 91/271/CEE del 21 maggio 1991. Le misure previste nell’area sensibile sono estese anche al bacino drenante.  5. Dallo studio degli impatti e delle pressioni, risulta come l’attività agricola, nello specifico la produzione di nocciole, sia maggiormente responsabile del potenziale di eutrofizzazione del lago unitamente alle caratteristiche idrologiche di lento ricambio delle masse d’acqua. Cosa stiamo facendo per migliorare la condizione delle acque del lago: – aggiornamento Piano di Tutela delle Acque;  – la revisione della classificazione delle acque del lago di Vico a destinazione funzionale; – l’individuazione delle aree di salvaguardia delle captazioni superficiali del lago, loro perimetrazione cartografica con istituzione di regime vincolistico finalizzato alla tutela della risorsa idrica; LAGO DI BOLSENA 1. Le acque del lago di Bolsena sono sottoposte al monitoraggio per la classificazione dello stato di qualità ambientale ai sensi del D.Lgs 152/2006 e del D.M. 260/2010, con punto di prelievo nel comune di Capodimonte che, per gli anni 2011-2013 ha mostrato un indice di qualità ecologica buono (dati su monitoraggi Arpa Lazio) e senza superamenti dei parametri chimici.  2. Le acque del lago di Bolsena sono balneabili ai sensi del D.Lgs.116/2008 e del Decreto attuativo 3003/ 2010 e per l’anno 2014 sono risultate 26 punti di qualità eccellente e 2 di qualità buono; inoltre sono presenti tre punti di monitoraggio per il rilevamento di cianobatteri potenzialmente tossici.  3. Con D.G.R. 43 del 15/02/2013 è stata aggiornata la classificazione delle acque del lago di Bolsena ai sensi dell’art. 80 del D.Lgs.152/06 come acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile, a seguito del monitoraggio effettuato da Arpa Lazio.  4. Il Lago di Bolsena è stato designato area sensibile con Deliberazione della Giunta Regionale n. 317 del 11 aprile 2003; pertanto, oltre alle disposizioni previste dal D.Lgs. 152/2006, nel lago e nel relativo bacino drenante dovranno essere applicate misure volte alla riduzione degli apporti dei nutrienti ai sensi degli artt. 15 e 21 del Piano di Tutela delle Acque Regionali. BALNEAZIONE LITORALE Le acque di balneazione del comune di Montalto di Castro, ai sensi del D.Lgs.116/2008 e del Decreto attuativo 3003/2010 e per l’anno 2014 sono risultate di qualità eccellente (DP T00122 del 24/04/2014), quelle del Comune di Tarquinia sono risultate in 6 punti di qualità eccellente, in 1 punto di qualità buona e 2 sufficiente.