L’alfabeto della settimana – Leggi la top ten de La Fune

L’alfabeto della settimana – Leggi la top ten de La Fune

Una nuova settimana si è appena conclusa e come ogni domenica facciamo il punto con i nostri lettori. Non perdetevi questo nuovo alfabeto, la Tuscia in dieci lettere.

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imageA come Accademia degli Ardenti. Sta diventando un nostro cavallo di battaglia. Da quando abbiamo scoperto tutto quello che avete potuto leggere in questi giorni su La Fune, abbiamo smesso di dormire la notte. C’è qualcuno che nel Friuli Venezia Giulia fa iniziative sotto il simbolo di Accademia degli Ardenti di Viterbo e qui da noi la gente non sa neppure di cosa si tratti. L’assessore Barelli, è intervenuto, dichiarando che porterà il tema in giunta e in consiglio comunale. Speriamo che anche Mazinga Z possa darci una mano (leggi la lettera dopo per capire meglio).

B come Barelli Giacomo. In queste ultime ore sono circolate voci su una sua possibile estromissione dalla giunta, per mano degli stessi “vivaviterbesi”. Voce forse messa in circolazione ad arte da qualcuno e smentita dal movimento. C’è chi ha ironizzato, dall’interno: “Al posto di Barelli vogliamo Mazinga Z”.


E di Egidio 17. Prendiamo posizione: ci sembra una roba interessante, così come ci sembra che sia poco percepita. Forse meglio puntare sul festival della porchetta. Non è questione di gusti, è che è oggettivamente più gustosa.

F come Fondazione, no quella di Gian Maria Santucci ma quella di Mario Brutti. Insomma la Fondazione Carivit. Quella fantastica, con la sede incredibile, e tanto di giardino, su via Cavour. Quella con un gioiello chiamato Museo della Ceramica. Ha voltato pagina, tagliando con il passato. E’ uscita dalla Cassia di Risparmio di Viterbo, vendendo le proprie azioni a Intesa San Paolo, e continua a progettare il futuro. Con 18 milioni di capitale liquido da reinvestire. Buon viaggio.

H di Halloween. Non possiamo perdere l’occasione d’inserire la difficilissima lettera H. In città tanti gli eventi, diversi anche in provincia. A farla da reginetta sembra essere stata la Pro Loco di Viterbo. Tanta di quella gente a gustarsi la Viterbo Stregata da fare paura.


P di “Pietà” e in qualche modo anche di Del Piombo, se si esclude il prefisso. E’ la vera star del dibattito tutto in salsa viterbese, con guarnizioni natalizie, che si è aperto in questa settimana. La Soprintendenza dice no e per Michelini e i suoi si configurano all’orizzonte una serie di giornate a tinte fosche, un po’ come quelle del bellissimo cielo nel quadro. Se infatti non si riuscisse ad avere il nulla osta alla vacanza veneta del quadro sarebbe un bel “papocchio”. Ci troveremmo a secco di quadri anche per il Natale viterbese, che dovrebbero arrivare come scambio (un Veronese e un Van Dyck) con i vicentini. Nell’augurio che Michelini riesca a trovare una soluzione ci premono una domanda e una precisazione. La precisazione: il Van Dyck che dovrebbe arrivare non ha nulla a che vedere con il pub, che i viterbesi ricorderanno vicino alla chiesa della Trinità. La domanda: ma quanti sapevano fino a un paio d’anni da dell’esistenza di un quadro così prezioso nel capoluogo della Tuscia?


R di ritardi. Non bastava il trenino della Roma Nord, non bastava l’assurdo traffico viterbese, non bastavano neppure tutti quegli impiegati farraginosi che uno si trova davanti, spesso e volentieri, quando deve sbrigare qualche pratica. Adesso a complicare la vita della gente ci si mettono anche i ritardi della posta. Un po’ per colpa di Poste Italiane, un po’ delle società che gestiscono acqua, gas e luce, sempre più cittadini di Tuscia si ritrovano a pagare le more e i disguidi.


S come sassaiola. E’ stata una notizia capace di generare tanti di quei commenti che se avessimo deciso di pagare qualcuno per scatenare il putiferio sui social non saremmo riusciti a fare di meglio. Una brutta storia, dai contorni opachi, che ha visto un camper di senza tetto rimetterci i vetri e venire rimosso dal parcheggio a pagamento, dove sostava senza pagare e senza multe pare da diverso tempo. E’ stato un po’ il caso simbolo della settimana.


U di unioni civili, anche se i più gettonano meglio la definizione “coppie di fatto”. Di questi giorni la notizia è che si è iscritta la prima coppia. C’è chi ci ha aperto sopra un totoscommesse: due donne o due uomini? E se fosse una coppia di eterosessuali? Da sottolineare chi ha puntato su “due donne”, uscendosene così: “Gli omosessuali uomini viterbesi non possono essersi registrati: sono tutti già sposati”. In ironia veritas.


Valle Faul, il piano integrato la fa bella. Dopo tutti i lavori del Plus, di mariniana ideazione e micheliniana realizzazione (quando si dice il C.), arriva anche la riqualificazione dell’ex gazometro. Via il degrado e largo alla nuova sede di Unindustria Viterbo. Grazie a tutto ciò dovremmo ritrovarci anche con un doppio foro, di entrata e uscita, da Valle Faul. Non male. Magari se il varco fosse bello grande, potremmo svegliare anche quel “barbone” grigio e grosso che dorme da anni nella vallata di Faul e rimandarlo a casa sua.