L’alfabeto de La Fune – La top ten

L’alfabeto de La Fune – La top ten

Una settimana ricca di fatti, come sempre. Dall'apertura di Antiquaria al ritorno dell'acqua al Bullicame. Passando per gli imprenditori "speciali" e i vigili urbani parzialmente abili al lavoro.

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A di “Antiquaria”. Dopo cinque anni di assenza è tornata la mostra dell’antiquariato, che negli anni Ottanta aveva contribuito a diffondere il nome della città dei papi in Italia. E tutto è ripartito proprio da quel palazzo dei papi che troppo poco fino a oggi è stato valorizzato.

B come “Be Different”. Apre oggi alle 15,30 la bottega sociale di Capranica, la prima di tutta la Tuscia. Una nuova avventura destinata a fare scuola, per Giove!

C di “consulta della cultura”. Il consiglio comunale ne ha approvato, dopo lungo travaglio, durato più di un anno, la costituzione. Un parto difficile.

D come “Degustando la Pasqua”. Da cinque anni una tradizione irrinunciabile per le festività pasquali made in Tuscia. Punto focale il centro storico e grande protagonista la pizza di Pasqua di Bagnaia. Un ever green.

E di “eclissi”. E’ stato un venerdì particolare anche sul fronte astrale. I più però se ne sono accorti grazie a foto e commenti su facebook. Dannato mondo virtuale.

M come “mafia” o “mafie”. Questa settimana siamo impalliditi nel vedere il ‘Rapporto magie nel Lazio’. Abbiamo infatti scoperto di essere una terra di clan. 88 clan mafiosi presenti su tutto il territorio regionale. Di questi 35 sono appartenenti alla ‘ndrangheta, 16 a cosa nostra, 29 alla camorra, 2 alla sacra corona unita e 6 autoctone. E anche a Viterbo non si scherza.

P di “pozzo San Valentino”. Il piano dei geologi Troncarelli e Pagano sembra aver funzionato e finalmente “habemus acquam” al Bullicame.

T di “tassa di soggiorno”. Ma anche come “tartassamento” dei turisti. La discussa gabella è ormai un dato di fatto e i titolari di strutture ricettive si stanno preoccupando di una cosa: che questi soldi vengano almeno spesi bene. Per questo vorrebbero pressare Palazzo dei Priori, in bocca al lupo.

U come “Unione”. Lo storico teatro viterbese ci ha fatto prendere un bello spavento questa settimana. Finiti nel nulla un milione e 300mila euro che la Regione aveva disposto per il completamento dei lavori. Alla fine della fiera però, dopo la spaurata, il consigliere regionale Enrico Panunzi ha tranquillizzato: l’Unione sta a cuore a Zingaretti e presto verranno stanziati i fondi necessari. La sparizione dei fondi sarebbe stata un colpo di scena da tragedia shakesperiana.

V di “vigili urbani”. Si avvicina l’estate e torna il problema del sotto organico del corpo. Abbiamo anche scoperto che un terzo dei vigili a disposizione sono parzialmente inabili. Che dire?