Francigena, si vende il tecnologico. Timori per il destino dei 5 lavoratori

Francigena, si vende il tecnologico. Timori per il destino dei 5 lavoratori

"Dadum tractum est" e il Rubicone della vendita del ramo tecnologico di Francigena è stato varcato. Le commissione hanno dato l'ok e manca "la presa" del consiglio comunale.

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città altoIl futuro dell’ultima società partecipata del Comune di Viterbo passa anche per la vendita del ramo tecnologico. Questa l’unica decisione presa nella seconda e quinta commissione tenute ieri mattina. L’approvazione del Poa (Piano operativo annuale) per il 2015 è stata rimandata perché il tempo massimo di voto è stato rinviato al 31 di marzo. Un posticipo che dà un po’ di respiro alla maggioranza, che da quanto si è appreso dovrebbe ancora trovare la quadra su una serie di questioni.

Ma la notizia non è tanto nella decisione della maggioranza di mettere sul mercato la parte di Francigena che fino a oggi si è occupata degli impianti di riscaldamento. La notizia è in una domanda, che l’ha fatta da regina all’interno delle apposite commissioni,: che fine faranno i cinque dipendenti del settore?

Per la maggioranza “no problem”: continueranno a lavorare nella società che si aggiudicherà l’appalto. Per le minoranze invece qualche problema ci sarebbe. Il servizio infatti comprende due filoni: la gestione degli impianti del tribunale di via Falcone e Borsellino, che verrà messa a gara direttamente dal Ministero degli Interni; e le “caldaiette”, ossia la manutenzione delle caldaie altre. Una roba che è stata stimata intorno ai 150-160 mila euro all’anno.

Un business che verrebbe quasi completamente logorato dagli stipendi dei cinque dipendenti. Roba adatta più a un benefattore che a un imprenditore. Tanto che la questione è stata posta dalle minoranze, che hanno chiesto un aggiornamento delle commissioni alla presenza dell’amministratore unico Francigena Cesare Curcio. La maggioranza ha però ritenuto opportuno liquidare la situazione senza troppi fronzoli e ha approvato la vendita. Ora la palla passa al consiglio comunale, che con ogni probabilità ne discuterà il 15 gennaio.

 

GLI SCHELETRI NELL’ARMADIO

La sorte dei cinque lavoratori non è di quelle da dormire sonni tranquilli. Nella memoria di chi segue le vicende della partecipata Francigena sarà infatti ancora nitido il ricordo dei due lavoratori delle strisce. Prima operai di via San Biele, poi dipendenti di una società vincitrice della gara d’appalto (gara figlia della decisione di esternalizzare il servizio) e infine disoccupati. La società vincitrice della gara per il tecnologico riuscirà a reggere i cinque lavoratori sulle proprie spalle o potremmo assistere a un secondo bis di disoccupati?

 

IL CAPITOLO “SPECIALE” DELLE FARMACIE

Una sorte diversa sembra invece scritta nel destino dei lavoratori delle Farmacie. Si vende quella de La Quercia e il personale? Tranquilli, qui il business viene lasciato immacolato. Chi compra la farmacia la troverà senza neanche un lavoratore, linda. Anzi nuova di pacca. E i dipendenti? Tutti a Santa Barbara, con stipendio ridotto pur di stare  vicini vicini. Non è che dentro Francigena ci sono lavoratori di serie “A” e altri di serie “B”? Certo che no e pensarlo è peccato (perché a pensar male si fa peccato, Andreotti docet), anzi malignità. Ogni scelta è figlia di abili strategie di business, solo questo e nulla più.