Expo 2015, Viterbo gioca cinque carte

Expo 2015, Viterbo gioca cinque carte

Cinque le carte servite, nella speranza che entri la combinazione vincente. Questa è la partita che Viterbo si sta giocando sul treno di Expo 2015.

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Viterbo gioca le sue carte nella partita di Expo 2015. L’assessore allo Sviluppo Economico di Palazzo dei Priori, Giacomo Barelli, ha fatto il punto su tutti i progetti in attesa di essere finanziati.

Cinque le carte a disposizione. Tre progetti, il numero massimo consentito, sono stati presentati per il bando Expo 2105 della Regione Lazio: 1) ‘I sapori del rito – il trasporto della Macchina di Santa Rosa: tradizioni e patrimonio – Viterbo per Expo 2015’; 2) ‘Le grandi vie della Tuscia’; 3) ‘Etruria is feeling’.

Una domanda di finanziamento al Ministero delle Politiche Agricole per un progetto denominato ‘Ti racconto il tuo cibo’. Poi la partecipazione anche al bando della Direzione Regionale del Turismo del Lazio,  finalizzato alla produzione di materiale turistico per Expo 2015. Il Comune ha partecipato richiedendo il finanziamento per realizzare una guida per il sistema delle ville e dei giardini storici della Tuscia.

“Progetti che se finanziati faranno arrivare importanti risorse in città, permettendo interventi che continueranno a funzionare anche oltre Expo”, ha dichiarato Barelli.

 

I PROGETTI NEL DETTAGLIO

‘I sapori del rito’ vede Viterbo come capofila in una rete che coinvolge anche Provincia di Viterbo , CCIIAA e UE COOP. un progetto dal titolo ‘I Sapori del Rito- il trasporto della Macchina di S. Rosa: tradizioni e patrimonio – Viterbo per Expo 2015’. Il progetto mette al centro una peculiarità importante che rappresenta l’identità della città di Viterbo e della sua comunità. L’unicità e l’identità di Viterbo sono certamente rappresentate dalla Macchina di Santa Rosa, che nell’ambito della rete delle grandi macchine a spalla, ha ricevuto  il riconoscimento Unesco ed è patrimonio dell’Umanità. L’obiettivo è esportare e far conoscere i patrimoni dell’Unesco di Viterbo Macchina di Santa Rosa e Dieta Mediterranea e creare una rete con le diverse cucine internazionali riconosciute e accomunate dal Brand Unesco: la cucina Francese, quella Giapponese e quella Messicana. Il progetto intende dare spazio anche al dibattito sul cibo responsabile e civile, in linea con gli obiettivi di Expo 2015. Mantenendo sempre il filo conduttore del riconoscimento dell’Unesco, il progetto darà visibilità all’iniziativa Cucchiaio Blu (realizzato da , Fao e ONU) attraverso l’attuazione di azioni ed eventi per la discussione e il confronto su questi temi.

‘Le grandi vie della Tuscia’, che vede come capofila il CEFAS, si basa sulla progettazione e costruzione di un ambiente digitale web-based  avente come funzione primaria la promozione dell’ offerta turistica della provincia di Viterbo. Più specificatamente il progetto intende fornire ai visitatori della Tuscia uno strumento digitale volto a favorire l’interazione con il sistema degli itinerari culturali ed enogastronomici che si sviluppano lungo le tre direttrici della Via Clodia, della Via Cassia-Francigena e della Via Amerina, individuate quali “vie-simbolo” di altrettanti territori della Tuscia, che si differenziano per caratteri geografici e ambientali, patrimonio storico-culturali, e risorse agricole agricole-termali  ed enogastronomiche.

‘Etruria is feeling’ vede il coinvolgimento della Soprintendenza dell’Etruria Meridionale ed è capitanato dal Comune di Montalto di Castro insieme a tutte le altre più importanti città degli etruschi del Lazio, come Tarquinia e Cerveteri.

‘Ti racconto il tuo cibo’ mira a realizzare azioni volte alla divulgazione e formazione di consumatori, e cittadini italiani e stranieri, addetti alla comunicazione, operatori del turismo, ristoratori, commercianti e altri stakeholder, sui temi legati al tema del cibo locale, in particolare ai prodotti del territorio di Viterbo, valorizzando le sue tradizioni e rileggendo in modo innovativo la propria memoria enogastronomica.

La guida per il sistema delle ville e dei giardini storici della Tuscia è invece uno strumento indispensabile, che  valorizzerà un intero territorio dal punto di vista storico, culturale e ambientale. Villa Lante a Bagnaia, il Sacro Bosco di Bomarzo, Castello Ruspoli di Vignanello e Palazzo Farnese saranno pertanto rilette in un quadro unitario, per tornare a comprenderne l’originaria interdipendenza e per esaltare le specificità dei luoghi.