Città termale, continua la “lunga marcia”. Oggi sotto Palazzo dei Priori

Città termale, continua la “lunga marcia”. Oggi sotto Palazzo dei Priori

Stanno dando appuntamento ai cittadini, interessati allo sviluppo e alla creazione di posti di lavoro sul territorio, per questo pomeriggio dalle 17 alle 20 a piazza del Comune.

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InpsDuecento posti di lavoro persi, 5mila assistiti che ogni anno arrivavano a Viterbo per le cure termali persi, conseguente indotto perso. Con questa sconfitta nel cuore, che è la sconfitta dell’intera città di Viterbo e della provincia intorno, il movimento d’opinione pubblica – guidato da Solidarietà Cittadina e associazione Il Bullicame – continua la sua marcia.

Un percorso ideale, ma pieno di concetti pesanti e concreti. Domenica scorsa la partenza dai cancelli, arruginiti, delle ex Terme Inps. Rotta sul Bullicame. Questo sabato, dalle 17 alle 20, il presidio sotto Palazzo dei Priori. Ma al di là di questo la marcia si muove nelle menti e nelle strade. In questo va dato merito alle associazioni di saper garantire una presenza tra la gente, per esempio i presidi nei principali mercati cittadini.

Presidi dove si distribuiscono volantini di questo tenore: “Si deve far rispettare la legge facendo chiudere i pozzi abusivi, compreso quello delle Terme dei Papi. Oltre a queste, se vogliamo che si realizzi la tanto agognata città termale, molte altre strutture possono essere realizzate. Viterbo non può accontentarsi in pratica di un solo stabilimento. Ad esempio: Freetime, Zitelle, Ex Oasi Hotel, Terme del Bacucco, Campo del Bagnaccio. Ma si deve mettere un argine alle pretese di Terme dei Papi, che dal 1993 hanno aumentato la portata delle loro acque da 6 litri al secondo a 25 litri. E’ stato infatti perforato ancora il loro pozzetto interno e si sono così prosciugate le due sorgenti spontanee Gigliola e Uliveto, che si trovavano sul terreno delle ex Terme Inps”.

La “marcia” di Franco Marinelli, ex lavoratore delle Inps, e i suoi sembra non avere arresti. La partita del termalismo viterbese è complicata, perché sotto la facciata ci sono interessi privati enormi e in contrasto. Interessi su cui la politica dovrebbe lavorare per farli coincidere il più possibile con l’interesse collettivo. Ed è interesse collettivo che Viterbo sviluppi una proporzionata dimensione di città termale, semplicemente per dare lavoro.