Capitale della Cultura, metodi cialtroni a Palazzo dei Priori. Il modello Spoleto ha già vinto

Capitale della Cultura, metodi cialtroni a Palazzo dei Priori. Il modello Spoleto ha già vinto

Viterbo punta a gareggiare per diventare capitale italiana della cultura, ma continua a muoversi in modo vecchio, cialtrone e fallimentare. Spoleto fa il contrario e si configura dai primi passi come un'eccellenza. Solo un lavoro di lobby politica può dare una possibilità al capoluogo della Tuscia.

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Viterbo capitale della cultura? L’esordio di questa avventura dice già tante cose. Un elenco dei 20 “saggi” chiamati a buttare giù un progetto in un pugno di giorni, l’esclusione netta della città e il classico strascico di polemiche in ogni dove. Strascico dovuto al fatto che a coordinare il tutto sia un professore come Claudio Margottini, “primo trombato di Viva Viterbo”, per utilizzare l’espressione di un uomo di maggioranza come Marco Ciorba. Ma anche a tanta altra roba che bolle nel pentolone, fino al cuore del comitato dei 20 stesso.

Non si tratta dell’essere gufi o meno. La candidatura di Viterbo a capitale della cultura nasce sotto una cattiva stella. Ce ne si rende conto piuttosto bene se si va a fare il confronto con quello che accade da altre parti. Tra le aspiranti al titolo messo in palio dal Ministero della Cultura c’è Spoleto.

Giusto ieri è uscito un articolo su Umbria 24 che racconta come stanno gestendo la cosa a pochi chilometri da Viterbo. Tutto un altro stile, tutta un’altra mentalità. Non scommetterei sulla vittoria di Viterbo, non perché non voglio bene a questa città ma perché a forza di sbattere la faccia dovrà prima o poi liberarsi da certi metodi cialtroni, vecchi e fallimentari di fare le cose. L’unica speranza che Viterbo ha di portare a casa il risultato è confidare su un’azione di lobbing politica. Anche questo un vecchio metodo, causa della rovina di questo Paese.

 

COME SPOLETO STA GIOCANDO LA PARTITA

Logo, slogan e mobilità alternativa  Alla chiamata del sindaco Fabrizio Cardarelli hanno risposto decine di operatori che per tutto sabato pomeriggio si sono confrontati a palazzo Mauri, mettendo sul tavolo proposte. Tra queste la creazione e ideazione di un logo e di uno slogan legato alla candidatura per dare visibilità alla scommessa di Spoleto capitale italiana delle cultura. Poi largo all’accoglienza turistica, percorsi interdisciplinari e multiculturali, strategie di comunicazione di ampio respiro.

Spoleto capitale italiana della cultura Queste le indicazioni raccolte sabato pomeriggio dall’amministrazione comunale che, dopo aver annunciato la candidatura, ha incontrato le associazioni di categoria e tutte le realtà culturali attive in città per presentare l’operazione e recepire suggerimenti utili alla definizione del dossier che andrà presentato dal ministero per i Beni, attività culturali e turismo entro il 31 marzo.

Confronto a palazzo Mauri Già, perché se l’obiettivo dell’incontro, alla luce della manifestazione di interesse del Comune di Spoleto era la condivisione di idee, progetti ed iniziative per la candidatura a capitale italiana, dall’altra l’appuntamento ha rappresentato un’ottima base per la progettazione pubblico-privato, anche in vista della partecipazione a bandi comunitari che si stanno seguendo per attrarre nuovi finanziamenti.

Iter candidatura Del dossier si occuperà il gruppo di lavoro guidato dalla dirigente alla cultura, Antonella Quondam Girolamo, e composto dal segretario generale, Mario Ruggieri, l’esperto in europrogettazione Sandro Frontali e tutti i dirigenti di Palazzo, oltre a tutti quei soggetti pubblici e privati che condivideranno la anifestazione di interesse. “Dopo la scadenza del 31 marzo – ha aggiunto la Quondam – entro il 30 aprile una giuria selezionerà un massimo di 10 progetti finalisti, che verranno chiamati a presentare un secondo, dettagliato e approfondito dossier di candidatura entro il 30 giugno, tra questi verranno proposte due città Capitali italiane della cultura per il 2016 e il 2017, che godranno ciascuna di un finanziamento fino a un milione di euro per la realizzazione delle attività”.

Fabrizio Cardarelli Ad aprire i lavori erano comunque stati una serie di interventi di rappresentanti istituzionali e amministratori comunali, tra cui il senatore Stefano Lucidi (M5s). In particolare il sindaco Cardarelli è tornato a parlare di “un’occasione preziosissima che Spoleto, caratterizzata dalla sua storia millenaria e delle sue straordinarie emergenze artistico-culturali, non poteva non esserci. La candidatura a capitale italiana della cultura – ha affermato – non è solo una scommessa da vincere, lavorando insieme, con tutti gli attori sociali della città ma anche un laboratorio di idee che dobbiamo portare avanti insieme per disegnare il nostro futuro, un momento di condivisione e di confronto cruciale per lo sviluppo strategico della città”.