Arsenico – Chi è il responsabile dell’avvelenamento di massa? Esposto in Procura

Arsenico – Chi è il responsabile dell’avvelenamento di massa? Esposto in Procura

L'acqua all'arsenico è una bomba su cui dormono sonni tranquilli quasi tutti. A suonare la sveglia cinque associazioni, che chiamano in causa la Procura della Repubblica. Chi è il colpevole di questo disastro?

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arsenicoUno studio della Regione Lazio, datato 2012, afferma che l’arsenico è responsabile dell’insorgenza di malattie cardiovascolari e tumorali. Afferma inoltre che nella Tuscia c’è una precisa corrispondenza tra gli ammalati e il consumo di acqua all’arsenico.

Potremmo chiudere anche qui l’articolo. Quello che si sta consumando nel Viterbese, da troppi anni, è uno scandalo nazionale. Tutto cucinato nel silenzio, nell’indifferenza, nell’ignavia e nell’imbecillità di chi, anche da scranni importanti, spesso ha puntato a minimizzare: “E’ l’acqua che abbiamo sempre bevuto!”.

Cinque associazioni, che da tempo hanno rotto il muro del silenzio, questa mattina hanno fatto di più. Un esposto in Procura, verso ignoti e senza indicare reati precisi. L’obiettivo? Fare aprire un’inchiesta da parte della magistratura inquirente, con la speranza nel cuore che un’inchiesta in realtà sia già aperta. A guidare la pratica l’avvocato Carlo Mezzetti, firmatari dell’esposto sono gli associati del ‘Forum per l’acqua pubblica’, Usb, Viterbo2020, Rifondazione Comunista e Solidarietà Cittadina. 

A oggi ci sono 28 comuni su 60, nell’intera provincia di Viterbo, che hanno valori di arsenico delle acque che mandano ogni giorno a casa dei cittadini tra i 10 e i 20 microgrammi per litro e non hanno ultimato i dearsenificatori. Poi ce ne sono altri due con valori sopra i 20 microgrammi/litro e nessun lavoro è iniziato. 

Chi è chiamato a intervenire, i comuni, ha come tempo limite il 31 dicembre 2014. La prima direttiva dell’Ue, che avvisava dei danni alla salute causati dall’arsenico, risale a dieci anni fa. Sono sempre state usate deroghe. E ora? In due mesi riusciranno a sanare l’emergenza a cui non hanno messo mano per un decennio?

Senza contare che quella dei dearsenificatori è una soluzione insostenibile nel lungo periodo, visti i costi enormi che hanno (tra rinnovi e consumi energetici). Di chi è la colpa di questo disastro? A questa domanda le associazioni chiedono risposte alla Procura. La Procura, chiamata a vigilare sul rispetto delle leggi e a tutelare il territorio e chi lo abita.