A centinaia dentro la ”calza” della Befana 115. Michelini: “Amate Viterbo”

A centinaia dentro la ”calza” della Befana 115. Michelini: “Amate Viterbo”

La Befana 115 strega Viterbo e la provincia. In tantissimi a piazza del Comune, molti accorsi anche da fuori città.

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befana 115 02E’ tornata. Anche quest’anno la Befana 115 ha rinnovato la magia della scesa dal pennone della torre di Palazzo dei Priori ai sampietrini di piazza del Plebiscito.

Mani alzate, “culite” in movimento e caramelle e calendari. Niente carbone, in ossequio ai Vigili del Fuoco. Tutti bravi nel salotto buono di Viterbo. A centinaia hanno ricambiato l’abbraccio che dal lontano 200o i Vigili del Fuoco viterbesi porgono alla città.

Una tradizione che ormai spopola. Idea o intuizione che ha del genio e la tenacia, roba che a questi signori che ogni giorno vigilano sulla sicurezza dell’intera Tuscia non manca, di esserci ogni 6 gennaio. Stessa piazza, stessa corda, stessi sorrisi. 

Befana 115 03La fanfara dei Bersaglieri a far cantare l’inno d’Italia ai presenti, i bravi animatori (made in Tarquinia) capaci di fare alzare le mani al cielo anche a nonna Linda (85 anni e lo stare in piazza che è una bellezza) e un sindaco Leonardo Michelini, di nero vestito, che ti butta là la cosa più semplice del mondo: “Insegnate ai vostri figli ad amare questa città”. Semplice, ma potente. Con l’anno nuovo speriamo che inizino ad amarla davvero anche tutti i suoi consiglieri (dentro il palazzo e fuori).

Alle 18 in punto la vecchietta più nota d’Italia si butta già dal pennone. Scivola piano e qui c’è un altro colpo di genio. Non lo fa nel silenzio, ma parlando con la piazza. Come? Con il suo ai-pony di nuova generazione. Versione befanesca del noto smartphone Apple.

Scende raccontando un avventuroso viaggio per Blera, Roma, qualche torre di Viterbo sbagliata e la gente ride. Tutto il resto è stato distribuzione di calzette, calendari e sorrisi. I proventi sono andati in beneficenza.