STORIE- Si tratta dell'esorcismo di Onano, che riguardò sette donne. Ne ha scritto anche uno storico locale di peso come Romualdo Luzi
di Roberto Pomi

STORIE - L’interesse per l’archeologia era nato in Gustavo Adolfo sin dall’infanzia. In questo ebbe certamente un ruolo importante la madre, la Regina Vittoria.
di Roberto Pomi

STORIE - Fioravanti raccontò la sua scoperta così: “Era l'estate del 1958. Io con Gabriella, mia moglie, e i nostri figli Giuliano e Fabrizio facevamo il bagno sulla costa rocciosa del lago, in località Grancaro (così detto perché ci sono i granchi).
di Roberto Pomi

STORIE - 28 aprile del 32 dopo Cristo, a Ferento nasce quello che poi sarebbe passato alla storia come Marco Salvio Otone Cesare Augusto. Un imperatore della grande Roma. Regno breve il suo, durato circa tre mesi.
di Roberto Pomi

STORIA - Trilussa, dalla rima pronta e dallo sguardo acuto e cinico sul mondo, visse per alcuni anni in provincia. Scelse la piccola Grotte Santo Stefano, prigioniero di un amore che lo aveva letteralmente stregato.
di Roberto Pomi

STORIE - Se volete vedere ciò che resta del suo lavoro nel capoluogo della Tuscia potete recarvi nella chiesa di Santa Maria Nuova. Un piccolo quadro è invece nelle disponibilità della Fondazione Carivit.
di Roberto Pomi

STORIE - Per le feste natalizie abbiamo voluto riprendere una delle nostre storie più lette di sempre, quella che racconta il legame di Capodimonte con la storia della Bella e la Bestia.
di Roberto Pomi

STORIA - Abbiamo deciso di regalarvi questa domenica un giro dei migliori musei del mondo, inseguendo l’opera di Del Piombo. Leggi, opera dopo opera, il ricco elenco.
di Roberto Pomi

STORIE - Per questa location nel 1984 transitarono Roberto Benigni e Massimo Troisi, insieme per girare un film indimenticabile: ‘Non ci resta che piangere’. Nel 1988 il Pelicone cattura l’immaginazione del regista Marco Bellocchio che gira da queste parti alcune scene di ‘La visione del Sabba’.
di Roberto Pomi

STORIE - Il principale nucleo di tombe sorge sul versante sud-occidentale di un ampio costone tufaceo che digrada dal Montisola in direzione sud-est, delimitato a mezzogiorno dal corso del rio Vagge. Le tombe si rinvennero all’interno della vigna posta nelle immediate adiacenze della casa colonica dei fratelli Merlo, a una quota approssimativa di 390 metri sul livello del mare.
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